COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 607 il Ferrara superava tutti gli altri per statura intellettuale. Ma l'ossequio al metodo dei classici lo faceva intransingente e, in certo senso. dogmatico. Egli non si rendeva conto che il suo era soltanto un modello teorico e credeya invece di stringere in pugno una legge universale, di fatti e di norme ad un tempo. Gli sfuggivano quindi tanto la storia del passato, quanto i movimenti della vita che gli pulsava in torno. Tale limitazione dell'esperienza rappresentava una debolezza, di cui non si avvedeva, tanto più che gli avversari non riuscivano a seguirlo con valide arm_i nel campo della teoria. Si poteva dire per molti di questi quel che il Pantaleoni scrisse del Cossa: che erano colpiti di sterilità fin nel midollo. Ma dall'altro canto costoro allargavano la cerchia delle esperienze, aprivano ·nuove finestre sul passato e sul presente, sentivano i problemi che si venivano maturando in una realtà che non era statica, ma in movimento, mecevano l'I~alia al passo con la cultura straniera. Noi non rinneghiamo - obiettava il Lampertico - le leggi naturali, « ma non ci pare poi un delitto di sempre meglio determinarle, investigandone i limiti, naturali anche questi». Le teorie economiche vanno riesaminate, illustrate e, anche, rettificate. La nuova scuola sottolineava a ragione il proprio carattere sperimentale. La sua ricerca era essenzialmente rivolta ai fatti e alle leggi empiriche. Ai classici contrapponeva un relativismo storiCù più o meno marcato, senza negare peraltro l'universalità delle leggi fondamentali di cui si trattava di scoprire le eventuali modificazioni a contatto di altre leggi concomitanti. Come per i classici, le leggi erano in re ipsa, quindi cosa diversa da un sistema di principi, che serva ad interpretare i fatti. Nessuno di cos!oro era riuscito in quel tempo a comprendere la portata della scoperta del Marx: essere possibile costruire un sistema di economia politica solo in rapporto ad una determinata forma storica di organizzazione sociale. Il che significava poi che ogni forma poteva avere, come corrispettivo nel campo della scienza, un proprio sistema teorico, ossia un proprio modello. La reazione al dogmatismo della scuola classica si effettuò allora in modo caotico e incomposto, aggiungendo osservazioni ad osservazioni, fatti a fatti, rilevazioni a rilevazioni, allargando di continuo i campi della statistica, della storia economica, della geografia, della
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