Nullo Baldini nella storia della cooperazione

6o6 LUIGI DAL PANE fatti grav1ss1m1,come quelli accaduti al Martello ed al Pantaleoni pochi anni più tardi (9). Le polemiche spinsero a meglio definire le due correnti con riviste, associazioni e riunioni. Si addivenne così al Congresso degli EcO: nomisti a Milano nel gennaio 1875, alla fondazione di una associazione per il progresso degli studi economici e alla trasformazione della Rassegna d'Agricoltura, Industria e Commercio (fondata a Padova nel 1873) in un periodico più ampio e di carattere nazionale, il Giornale degli Economisti, che fu diretto nei primi tempi da Eugenio Forti ( 10 ). Tracciando al Lampertico il programma del Congresso di Milano il Luzzatti fissava i seguenti temi: questione dei metodi; legge sulle fabbriche; legge forestale; legge sulle miniere; cautele del governo per regolare l'emigrazione, sua azione sulle assicurazioni, sulla pubblicità delle società, suo promovimento dell'agricoltura, della industria, del commercio con un Ministero dell'Agricoltura fortemente costituito; istruzione tecnica governativa; scuole di disegno promosse dall~ Stato; leggi obbligatorie sui consorzi d'acque; « non ci parrebbe eresia neppur una legge sulla mutazione delle parcelle della proprietà, ecc. ». Anche gli argomenti del Giornale degli Economisti toccarono largamente nei primi anni la legislazione economica e sociale, la politica economica, la storia economica, la statistica, la sociologia, la tecnica, la cronaca. Poche le discussioni teoriche. In sostanza la rivista qualificò assai bene la nuova corrente. Da notare fra i collaboratori il nome di Giu_seppeToniolo. Le lineç <kl contrasto fra il Ferrara e questi studiosi si possono determinare- con chiarezza ed esse ci mostrano l'attinenza della discussione con la materia della cooperazione. Forte economista teorico, (9) Cfr. L. DAL PANE, Due lettere di Vilfredo Pareto a Tullio Martello, in « Cahiers Vilfredo Pareto>, 1965. (rn) Aderirono alla nuova corrente « Scialoja, Sella, Cossa, Sclopis, Messedaglia, Devincenzi, Cesare Cantù, Villari, Fortunato, Giorgini, Corleo, Pier Luigi Bembo, E. Morpurgo, Maurogonato, Gabriele Rosa, Ruggero Bonghi, ecc. Paolo Boselli aveva reclutato i Piemontesi, Luigi Miraglia i Napoletani con due tra i principali giornali. Altri aderirono alle idee, non alla società come Boccardo, Massarani ecc.>. Cfr. L. LuzzATII, Memorie, cit., p. 402 ss.

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