Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 605 cui necessità o grande utilità occorreva provare. Quando tuttavia il vincolo si fosse rivelato necessario, sentivamo che l'esitazione sarebbe stata un delitto sociale, una violazione dei principi scientifici; imperocchè la libertà e l'autorità sono due dati egualmente indispensabili all'ordine politico, e dalla loro combinazione razionale sgorga ogni progresso civile. Uno stato è un grande poema in cui spirano tutte le note dell'armonia. Nessuna teoria, nè quella della decentrazione, nè quella dell'accentrazione, nessuna dottrina, nè quella del lasciar fare nè quella dell'ingerenza governativa valgono a spiegare lo stato. Lo stato ha bisogno di tutte queste dottrine, e tutte le esaurisce, e tutte insieme non bastano ancora per chiarire il segreto della vita di una grande naz10ne. Esso a mio avviso, è come un esercito di riserva, il quale, passando in prima linea in un dato momento, decide della vittoria. Qui le ricerche prendono un aspetto essenzialmente sperimentale. Si tratta di stabilire per ogni caso l'obbietto della libertà e quello dell'autorità. Siffatto studio è scientifico, non artistico; consiste a eliminare tutto ciò che vi è di arbitrario e di artificioso nell'intervento dello Stato, sottoponendolo, come la libertà, al controllo della scienza. Il progresso del mondo è un gioco perpetuo di libertà e di autorità, che senza tregua si segue come l'ombra e la luce. La libertà dell'ignoranza in quegli anni cessava e si tendeva a sostituire l'istruzione primaria obbligatoria; e cessava il culto obbligatorio e vi si sostituiva la libertà religiosa. « Io credo alla finale vittoria (scrivevo allora) del bene sul male, della virtù sul vizio; alla finale armonia di tutti gli interessi economici; nella concorrenza della vita, io credo che la luce vincerà la tenebra, l'angelo del bene quello del male. Tuttavia, mentre dura il conflitto, le società umane devono vivere e difendersi e come vi è un codice penale e un codice civile, non s'intende perchè non debba esservi anche un codice economico ». Ma il Ferrara aveva indetto la crociata contro di noi. Il Luzzatti, nella sua prosa ampollosa e infarcita di lodi a se medesimo, accusa il Ferrara ed i suoi seguaci di esser discesi a persecuzioni personali. Ma queste affermazioni hanno la contropartita in

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