Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LUIGI DAL PANE chè da Padova e da Pavia irradiava i nuovi fasci di luce economica. Di essa si colsero i frutti non solo nel campo ideale del pensiero, ma anche nell'ordine pratico. Antonio Scialoja comprese subito la fecondità della nostra scuola e colla sua grande autorità morale e scientifica incoraggiò e protesse i giovani studiosi che ne facevano tesoro. « Il sommo Romagnosi aveva chiarito la funz.ione cìvile ed economica dello Stato. Poi il Lampertico, uno dei più competenti, incominviava nel '73 la pubblicazione della sua grande opera, nella quale, senza cadere nelle esagerazioni dei socialisti della cattedra, teneva conto di recenti e forti lavori tedeschi, e mostrava la necessità di prendere a base della scienza il metodo sperimentale ... ». Merito dello Smith fu certo quello di avere posto a base del suo sistema la libertà economica, ma, commenta il Luzzatti, alla equilibrata moderazione del grande scozzese non fa riscontro un eguale animo dei suoi discepoli. Questi, ragionando a priori, non intendevano, a suo giudizìo, né i bisogni, né le tendenze della società moderna. « Si abolisca, dicevano per esempio, ogni specie di dazio protettivo e immantinente: o le industrie possono prosperare naturalmente e non ne soffriranno scapito; o non lo possono e allora la loro iattura misurerà i benefici dei consumatori. Questi saranno tanto più lieti guanto più l'industria si dorrà! Formule di siffatta specie rivelavano una grande intrepidità teorica, ma anche una grande inesperienza delle cose. umane, e certamente non discendevano per li rami da Smith. Invece in Inghilterra, da quegli stessi centri industriali di Manchester, BirfI!lhgham, Sheffìeld, da quegli stessi uomini che avevano fatto tr!onfare i principi del libero scambio, erano state promulgate nuove dottrine, le quali in nome dell'umanità e del progresso avevano invocato gli atti del Parlamento e la ingerenza dello stato per frenare le esorbitanze dell'interesse individuale. Quando Adamo Smith aveva scritto il suo libro immortale, la meccanica applicata alle industrie non aveva ancora prodotto quei grandi opifici, i quali suscitarono problemi igienici, morali ed economici formidabili e nuovi. La nostra scuola non aveva alcun pregiudizio, neppure il pregiudizio della libertà, la quale era un mezzo, mai un fine. Adorare un mezzo sarebbe stata una superstizione. Ma noi intendevamo che il vincolo dovesse essere l'eccezione, la ..

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==