LUIGI DAL PANE Il Ferrara, come si vede, tendeva a riunire sotto una stessa denominazione che suonava ripulsa e condanna tutti gli economisti che, a torto o a ragione, si opponevano al dogma della libertà economica. E se dal punto di vista della logica interna dell'economia di mercàto e della sua visuale produttivistica, egli toccava un punto giusto, la sua posizione costituisce solo un capitolo e non tutto il libro della storia della scienza. Vediamo quindi come la pensassero gli studiosi della corrente opposta. Fra il 1878 e il 1879 Émile De Laveleye viaggiava in Italia allo scopo di studiarvi da vicino le istituzioni e gli uomini che potevano offrire degli insegnamenti specie in materia di economia politica. In nessun paese, all'infuori della Germania, l'economia politica aveva fatto, secondo lui, maggiori progressi. Gli economisti italiani conoscevano assai bene le grandi opere dei tedeschi e in Italia stava sperimentandosi la fusione dei due grandi centri culturali europei: quello latino e quello germanico (7). Gli apporti della storia e della statistica entravano per questa via nel corpo della scienza economica italiana. Il Luzza~ti, che fu un protagonista di questa marcia ideale, dice espressamente che ,due correnti si contendevano il campo nella scienza economica europea: il metodo metafisico o di deduzione e il metodo fisico o d'induzione. AI primo egli attribuiva il merito di aver posto i principi fondamentali della scienza, al secondo quello di avere raccolto i materiali per la verifica e per la correzione dei principi stessi in base ai fatti raccolti dalla storia e dalla statistica. In Germania intorno al 1870 si -profilarono tre scuole. La prima era la continuatrice dello Smith e del ~astiat; la seconda soleva dirsi sperimentale e si distingueva in s_toAca e statistica; la terza era quella dei socialisti della cattedra (8). ~< La prima si studiava di dimostrare che vi è una tendenza fatale, inevitabile all'accordo degli interessi e che nell'ordinamento economico la libertà, le autonomie individuali producono l'armonia. A questa si contrapponeva la scuola dei socialisti cattedratici affermante che il mondo economico, lasciato in balia delle autonomie indi- (7) EMILE DE LAVELEYE, Lettres d'ltalie, Mila, Dumolard Frères, 1880, p. 5· (8) L. LuzZATTI, Memorie autobiografiche e carteggi, Bologna, Zanichelli, 1930, I, p. 402. ..
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==