Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LUIGI DAL PANE teria tre posizioni principali: quella dei liberisti intransigenti, quella dei socialisti e quella di una scuola intermedia, che cercava di conciliare l'iniziativa privata dell'economia di mercato con gli intervei:iti statali. Oggi l'antitesi fra libertà economica e intervento statale non appare, anche ai fautori del liberismo, così rigida e stridente come nei primi decenni dell'Unità. « Non fa d'uopo confutare ancora una volta - scriveva Luigi Einaudi non molto tempo prima di morire - la grossolana fola che il liberalismo sia sinonimo di assenza dello stato o dì assoluto lasciar fare e lasciar passare e che il socialismo s:a la stessa cosa dello stato proprietario e gestore dei mezzi di produzione. Che i liberali siano fautori dello stato assente, che Adamo Smith sia campione dell'assoluto lasciar fare e lasciar passare sono bugie che nessuno studioso ricorda; ma, per essere grosse, sono ripetute dalla più parte dei politici, abituati a dire «superata» la idea liberale; ma non hanno mai letto nessuno dei libri sacri del liberalismo e non sanno in che esso consista » (3). Oggi si distinguono gli interventi statali conformi all'ordine econorpico basato sull'economia di mercato da quelli non conformi (4). Questo orientamento importa una grande elasticità, che in mano ai fattucchieri della demagogia apre la porta a tutte le intrusioni possibili. Non era così per Francesco Ferrara e per i suoi più ortodossi discepoli, i quali, facevano questione <li legittimità e partivano dal concetto dei diritti naturali di proprietà e di libertà. Quando, poco dopo l'unificazione del paese, gli economisti italiani presero contatto con le correnti, che in Germania sottoponevano a critiche alc4ni principi di concezione e di metodo propr1 dei classici, Franc_eSGtF>errara (1810-1900), la massima tempra di economista teorico che vantasse allora l'Italia, gettò l'allarme in un articolo pubblicato sulla Nuova Antologia del 1874, saggio che reca il titolo: Il germanismo economico in Italia. II senso intimo del discorso del Ferrara non era forse tanto chiaro nel tempo in cui fu stampato, quanto lo è oggi. Il movimento operaio era allora appena agli esordi, (3) L. DAL PANE, Commemorazione di Luigi Einaudi, Bologna, Tip. Compositori, 1962, p. 320. (4) L. DAL PANE, Intorno ai « Cento anni di Storia agraria italiana, di M. Bandini, in << Rivista di Storia dell'Agricoltura», n. 2, giugno 1964.

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