Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 597 di una scienza economica. Ma dal conflitto e dalla polemica nacque la chiarificazione. La scienza apparve distinta dall'arte, lasciò ad altre <liscpi line la politica economica, la descrizione dei fatti e la scoperta delle leggi empiriche, assunse a suo compito specifico quello di costruire dei modelli teorici, ossia dei princip1 astratti validi per l'interpretazione dei fatti. Così prese un carattere teorematico. Non sentenziò sulla verità o meno di un sistema o di un altro, ma svolse in linea astratta tutte le conseguenze e i teoremi sgorganti da determinate ipotesi. Si possono quindi assumere in linea teorica tanto le ipotesi che rappresentano le premesse di una economia capitalistica, quanto quelle proprie di una economia socialistica o di qualunque altro sistema che lo studioso si proponga di tratteggiare. Naturalmente l'economista non giudica sulla verità o meno dei singoli sistemi, che sono da lui idealmente configurati. Da quanto s'è detto fin qui emerge che il principale compito del nostro studio riguarda la teoria economica della cooperazione. Ma, per rendersi conto del contributo degli economisti italiani a tale teoria, sarà molto utile determinare anche l'atteggiamento dei principali studiosi rispetto al fatto che ci proponiamo di esaminare. Evidentemente, data la ristrettezza dello spazio e soprattutto l'utilità di sfrondare il discorso da elementi superflui, ci soffermeremo sulle cose più significative, dando spesso alle rilevazioni un significato esemplificativo e non tassativo. *** La scienza economica clas.sica,che aveva creduto e preteso di ~coprire delle leggi universali, aveva in realtà costruito il modello teorico della economia capitalistica. La critica le oppose di non avere tenuto conto delle diverse forme di organizzazione economica che la storia presenta nel passato e di non riuscire ad abbracciare con la sua analisi le nuove istituzioni economiche e i nuovi tipi di economia, che la storia stava maturando. Il modello teorico dei classici era valido nei limiti deJle ipotesi da cui era partito. Non poteva servire per comprendere strutture che avevano a fondamento altri presupposti. La cooperazione si presentava come un fatto nuovo e quindi si inseriva in una più vasta polemica, che aveva per oggetto la questione dell'intervento dello Stato nell'economia. Si profilavano allora in ma-

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