l. TEORIA ECONOMICA E DOTTRINE ECONOMICHE LA TEORIA ECONOMICA DELLA COOPERAZIONE. FRANCESCO FERRARA E LA SCUOLA CLASSICA. I SOCIALISTI. LA SCUOLA LOMBARDO-VENETA. Il compito di studiare il movimento cooperativo in Emilia e in modo speciale tale moto in rapporto all'opera di Nullo Baldini è stato affidato ad altri collaboratori. Per quanto concerne il quadro generale, nel quale si inseriscono le nostre ricerche monografiche, crediamo opportuno segnalare fino da questo momento il volume di Ugo Sorbi: Le cooperative agricole per la conduzione dei terreni in Italia, nel quale trova posto anche un profilo di carattere storico (1). Risulta chiaramente dalla sua indagine serena e distaccata l'importanza che hanno avuto nella storia della cooperazione italiana le esperienze emiliane e ravennati. Ma la storiografia dei fatti e delle istituzioni, la storiografia delle strutture insomma, non ci narra generalmente il processo di formazione delle teorie, che servono ad interpretare quei fatti e quelle istituzioni. C'è parso perciò indispensabile riandare col pensiero agli atteggiamenti e alle teorie degli economisti italiani sulla cooperazione. Parliamo con intenzione di atteggiamenti e di teorie, perchè entrambi concorrono a configurare la posizione dei vari scienziati e delle (1) Presentazione di A. SERPIERI,Roma, edizione de « La Rivista della Cooperazione>, 1955. Si vedano anche dello stesso autore: Note sull'impresa cooperativa in agricoltura, Roma, Stab. Staderini, 1954; Tendenze e possibilità della cooperazione nel settore aziendale agricolo con particolare riferimento alle attività zootecniche, estratto da « La Rivista della Cooperazione >, anno 1963, nn. 1-2, 5-6, 7-8; Forme associative in agricoltura con particolare riferimento a~la_commercializzazione e valorizzazione dei prodotti agricoli, Firenze, Copp1m, 1963.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==