592 ALDO PAGANI rare con ostilità la grande azienda e anche la mezzadria per quanto la tecnica e l'economia le rendano preferibili. È ben vero che a distanza di 15 anni dai citati provvedimenti di fondo, per effetto delle delusioni sopravvenute a ripetizione, c'è stata una rettifica di tiro (col provvedimento formale di togliere la qualifica di «piccola» alfa proprietà contadina e con l'illogica ammissione che è coltivatore diretto chi lavora manualmente anche solo un terzo della terra posseduta) ma è anche vero che la politica agraria che si è svolta e si svolge è una politica di contenimento delle forme di proprietà contadina a base cooperativa del tipo a conduzione unita. Questo tipo di organizzazione produttiva presenta gìi indiscutibili vantaggi dell'ampiezza aziendale idonea all'uso dei moderni mezzi tecnici di coltivazione e di trasformazione industriale dei prodotti agricoli, deBa commercializzazione e della possibilità di godere di idonea direzione tecnica. Ma forse non sarebbero bastati tali requisiti di ordine tecnico economico a dar fama prestigio e valore di permanente valido insegnamento alla cooperazione di Nullo Baldini se fossero mancate le caratteristiche morali di cui già si è fatto cenno: rispetto della volontà dei soci nella nomina dei dirigenti, scrupolo di rilievo e di registrazione contabile, massima apertura al controllo amministrativo, mediante la più estesa pubblicità dei bilanci e dei relativi documenti. Hanno queste caratteristiche le odierne nuove cooperative? Queste caratteristiche sono state conservate alle cooperative di NuHo Baldini? Duè domande che aprono un interessante capìtolo di indagini. Interessante, anche se· deludente.
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