Nullo Baldini nella storia della cooperazione

VIII. LE TAPPE PERCORSE Non è facile, in una esposizione panoramica, porre in evidenza il complesso processo evolutivo di una situazione sociale così multi- ~orme, anzi caotica, e così varia, dominata sempre da una ridda di aspetti di dettaglio. Chi scriverà un giorno -la storia sociale del Ravennate, cercando di interpretarne le manifestazioni, dovrà procedere a diligente ricerca di tutti gli avvenimenti. anche più apparentemente insignificanti. Il lungo cammino percorso dall'organizzazione per portare i lavoratori a farsi riconoscere protagonisti dell'attività agricola si può seguire passo passo solo con la ricerca minuziosa dei documenti di vita sindacale e cooperativa. Ivi è racchiusa anche la storia dello sviluppo· tecnico con le spiegazioni riguardanti il primato agricolo che Ravenna si è assicurato ad onta dell'improprio ambiente naturale. Le tappe risultano chiare e bene definite. Basterà rilevare che all'inizio del movimento associativo la situazione era rappresentata dei seguenti fatti esemplificativi: 1) Il Barbieri nella sua classica Relazione fa dei braccianti un quadro desolante: <<Lac· asa un tugurio, ogni famiglia occupa ra,. ramente_più diuna stanza, alimentazione povera: raramente cibo caldo, durante i più penosi lavori non si ha che pane duro, pesante, indigesto da sbocconcellare e da mandare già insieme ad un pd 1 zo d'aglio o di cipolla o più spesso della sua congenere: la scalogna. Per cui è da meravigliarsi come un uomo possa durare al lavoro con sì scarsa alimentazione e come vi si adatta... Può dirsi non spenda più di IO o 15 centesimi al giorno oltre il pane, non beve mai vino o vinello se non lo riceve da colui per il quale lavora». 2) Continua il Barbieri: « Se l'annata è scarsae l'operaio non è in grado di mettere in serbo un po' di provviste, attraversa la stagione

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==