Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALDO BERSELLI segreto, dalle sole frazioni di Camerlona, Piangipane, Santerno e Mezzano, si presentarono 1.600 operai. Si dovette quindi sospendere il lavoro: nemmeno a mettere in fila tutti quegli operai si sarebbero potuti contenere nel tracciato del lavoro. Il fatto dava « una pallida idea» della condizione degli operai (7)) i quali, quindi, minacciavano di recarsi in città a provocare tumulti, ma poi si lasciarono persuadere da Nullo a mandare una commissione dal Prefetto che, però, poteva « dimostrare di avere fatto al Governo ogni sorta di sollecitazioni » avendo avuto solo « promesse » (8). Nel giugno, e siamo ormai in estate, cioè nella stagione più propizia per l'occupazione, la situazione è sempre la stessa, e Nullo scrive al Costa: « le cose sono giunte al punto che se entro una settimana nòn vengono assicurazioni complete che i lavori saranno iniziati subito, avremo certamente dei disordini. Già in qualche località gli operai addetti alla falciatura dei fieni e alle risaie si sono messi in isciopero non per reclamare aumento di mercede ma per ottenere il turno; due terzi dei nostri operai essendo disoccupati» (9). · Nella primavera successiva, Nullo invia al Costa un nuovo appello: « Qui non esiste agitazione per il miglioramento delle mercedi, ma vi è un grande fermento per la mancanza del lavoro. Se non si provvede presto presto succederanno dei guai » (ro). Si deve notare che l'azione di Nullo si svolge nel quadro delle strutture politiche ed economiche dominanti, operando egli soprattutto per ottenere una legislazione atta ad eliminare la disoccnpa- (7) V. l: di Nullo al Costa, 20 f~bbraio 1900 (C.A.C.). V. anche A. T ABANELLI,:: (l'i't. cit., loc. cit. (8) V. l. di Nullo al Costa, 20 febbraio 1900 (C.A.C.). V. anche A. T ABANELLI, art. cit., loc. cit. (9) V. l. di Nullo al Costa, 2 giugno 1900 (C.A.C.). V. anche A. T ABANELLI, art. cit., loc. cit. (ro} V. l. di Nullo al Costa, da Ravenna, 25 maggio 1901 (C.A.C.). Gli appelli di Nullo al Costa furono numerosi e sempre pressanti, nella speranza che l'amico riuscisse a strappare provvedimenti al Governo. Gli scriveva il 20 marzo 1905: « Qui la crisi della disoccupazione è entrata nel suo periodo acutissimo. Ogni giorno avvengono dimostrazioni di disoccupati. el circondario di Lugo gli operai vivono da un mese di carità. Ad ogni famiglia si distribuisce ogni giorno della farina di granoturco. Qui nel " ravennate " non si possono neanche iniziare i lavori campestri dei privati tanto è l'affollamento di operai disoccupati in ogni lavoro» (C.A.C.) . •

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