VII. LA BONIFICA, L'AFFITTANZA, LA PROPRIETA' Gli organizzatori sindacali ed i dirigenti delle cooperative impegnano tutte le loro energie nella valorizzazione delle fonti di lavoro e di reddito. Come si è visto, nel settore agricolo si tenta l'affitto e la compartecipazione, si pratica la coltivazione della risaia (anche <<di transazione » o « di azzardo » vale a diire su terre per le quali i proprietari od il Genio Civile si riservano la facoltà di Ìnondazione se ne sopravviene 1a necessità). Grande apertura a tutte le possibilità, quindi, ed a tutti gli accorgimenti. Nel 1908 avviene la trasformazione delle cooperative di « lavoro» in cooperative di <<lavoro e produzione». così anche formalmente è precisata nella ragione sociale la gestione delle terre. Le cooperative di Alfonsine, Longastrino, Voltana, Lavezzola e Castiglione di Cervia si cimentano nella diretta coltivazione del riso. Nel 1909 si dedicano alla risaia anche le cooperative di Massalombarda e Conselice. Nel 19m quella di Sant'Alberto. La risicoltura si pratica nelle « valli » o <<paludi» o terre in via di bonificazione: risaia «d'azzardo», come già detto. Nel ·1914 comincia il grande esperimento di gestione aziendale accompagnata _da bonifì<;:aagraria non più da parte di singole cooperative, ma ~.F1>artedella Federazione: è il momento della tenuta denominata Marcabò, da bonificare e da gestire. Ma soprattutto è il momento della conquista della terra in proprietà. Ai terreni gestiti in affittanza o lavorati a partecipanza si aggiungono quelli acquistati in proprietà: la grande riforma agraria che i braccianti hanno compiuto con le sole loro forze. Nel 1921 le coperative agricole del gruppo Federazione detengono circa 9.219,71 ettari di terra così ripartiti: - in proprietà - in affitto - in compartecipazione .. Ea 5-313,37 » 3.853,85 » 52,49
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