SINDACATO E COOPERATIVA AGRICOLA NEL RAVENNATE 583 struite: in questo caso all'affittuario spetta l'onere ulteriore da sostenere per il ripristino dello stato primitivo; ndl'altro caso gli spetta un indennizzo che il proprietario sceglierà fra lo speso (valore delle opere alla scadenza del contratto) ed il migliorato (maggior valore che le opere hanno conferito al fondo). Per questi motivi c'è bisogno o del contratto a miglioria o della lunga durata o della comprensione del proprietario che affitta. Se i terreni sono di un ente pubblico è più facile intendersi subito e risolvere poi le eventuali controversie col vantaggio di entrambi. In ogni caso, date le disposizioni del Codice, << il coltello per il manico » l'ha il proprietario, perchè quello è un Codice che ha e impone sacro rispetto ai diritti del proprietario anche nel caso in cui la sua palude venga trasformata in un giardino. D'altra parte, chi può dare fa propria terra in mano a nullatenenti in un mondo in cui la terra è tutto ed in cui si può ottenerla in consegna solo con sovrabbondanti cauzioni? Tali osservazioni non debbono far pensare, come qualcuno in malafede ha osato supporre, che da parte dell'ente pubblico ci sia stato sacrificio o anche solo preferenza per l'organizzazione cooperativa. Ci poteva essere, anzi c'era, simpatia e comprensione, ma niente di più: come per l'appalto di lavori pubblici, così per l'affitto di terre agricole le assegnazioni traevano origine da gare d'asta, in concorrenza con esperti imprenditori privati. Nel 1888 l'Associazione si cimenta nell'affittanza del tenimento di San Vitale, specie di incolto produttivo che richiede ingenti opere di bonificamento idraulico ed agrario, nonchè un pesante avvio di fertilizzazione per poter coltivare piante da reddito. Nel 1890 c'è la sperimentazione di una nuova formula di contratto sui terreni già produttivi: la comportecipazione collettiva, cioè la gestione associata fra cooperativa e proprìetario basata sulla divisione dei prodotti e degli utili. Il proprietario mette la terra, la cooperativa il laYoro dei soci. Ai singoli soci della cooperativa si assegnava circa un ettaro di terreno per la durata di tre anni con contratto di compartecipazione: la cooperativa era compartecipante del proprietario, il bracciante era compartecipante della cooperativa. C'è di mezzo un compartecipante in più nei confronti delle solite forme di gestione, ma si tratta di una cooperativa, ente che tutela, stimola, disciplina e dà ai soci conto esatto dei risultati. Anche in questa esperienza non
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