Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SINDACATO E COOPERATIVA AGRICOLA NEL RAVENNATE 581 con una eletta schiera di validi collaboratori in ogni comune. Ma è da presumere che anche un uomo della statura intellettuale e morale di Nullo Baldini, non sarebbe servito al Consorzio in quanto il prestigio, la popolarità ed il seguito fra le masse erano anche frutto della più esatta interpretazione degli interessi dei meno abbienti: i braccianti. Per aumentare le fonti di lavoro dei braccianti e quindi assicurare loro un minimo di introiti per il sempre magro bilancio familiare, i socialisti ebbero il coraggio di affrontare il « monopolio» dei lavori che i mezzadri detenevano entro i loro poderi. Molti fra gli stessi mezzadri capirono che quella era la via della giustizia e dell'umanità e restarono oppure entrarono nell'orbita socialista. I repubblicani (pe-r la verità un po' più borghesi e di tendenza artigianesca: « vogliamo un popolo di piccoli imprenditori») non lo capirono e perdettero la preminenza di un tempo. In tempo di lotte agrarie impostate sull'aumento delle fonti di ìavoro per i braccianti, da ottenere anche a costo di imposizioni dentro i poderi delle conduzioni familiari, quale può essere l'orientamento delle cooperative per la gestione della te-rra? Uno solo: la grande azienda a conduzione unita, la stessa che più e meglio corrisponde alle esigenze sociali nonchè della tecnica e della produzione. La gestione di imprese per lavori di terrazzeria (richiesti di solito per la esecuzione delle bonifiche) e la compartecipazione per appezzamento o per coltura sono i fatti che portano i braccianti alla cooperazione agricola nella forma associata o collettiva tradizionalmente nota col nome di « affittanza collettiva» a conduzione unita. Affittanza collettiva perchè una collettività di lavoratori prende terra in affitto; conduzione unita perchè unica è la gestione aziendale, il bilancio, l'utile da ripartire. Come già detto, Nullo Baldini sosteneva che la cooperativa deve gestire la terra allo stesso modo dei privati. Cosa facevano i privati? Tenevano in economia il foraggio, che di conseguenza veniva coltivato col ricorso ad avventizi; usavano poi la compartecipazione per il granoturco, la canapa, la bietola nonchè il grano, suddividendo il terreno così coltivato in tanti appezzamenti, cioè tante economie separate quanto erano i compartecipanti che si volevano o si dovevano assumere (a volontà dell'agricoltore ovvero del sindacato preposto alla

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