Nullo Baldini nella storia della cooperazione

PROFILO DI NULLO BALDINI 47 a Ravenna ed aveva tenuto un riuscitissimo quanto clamoroso comizio al teatro Mariani. Aveva dichiarato che, pur essendo stato eletto dai partiti popolari, egli si sentiva « inesorabilmente e interamente socialista», aveva' portato qui la sua tattica di pura e semplice predicazione rivoluzionaria, affermando la necessità preminente ed esclusiva di « formare coscienze socialiste». È chiaro che egli, dichiarando finiti « i tempi dei dogmi », respingeva la tattica sino allora seguita dal socialismo ravennate e dal suo gruppo dirigente; la rompeva con i repubblicani, riapriva la lotta fra essi e i socialisti (4). Nullo, è ovvio, non poteva condividere la predicazione e la tattica del Ferri: egli era per la tattica « affinistica », come s'è detto, ed era sempre assillato dal còmpito di eliminare la disoccupazione. « C'è qui l'on. Ferri», scriveva al Costa, « ma di queste cose egli non se ne occupa punto; è troppo occupato nella propaganda che, non per la sostanza di quel che dice, ma per la forma che usa, finirà per mandare a monte l'alleanza dei popolari. I contadini del mantovano secondo lui sono dei leoni, dei veri precursori del socialismo, i nostri sono degli incoscienti. Caro Andrea, cosa ci tocca di udire. I quattro chierici che dirigono il partito qui lasciano correre senza comprendere che la propaganda di Ferri è contro la tattica che seguono le nostre sezioni, ed è contro lo spirito romagnolo che aborre dai superuomini (in ogni discorso Ferri fa l'apologio del suo ingegno). Basta, vedremo un pò come andrà a finire » (5). E, in altra occasione, sempre al Costa: Ferri « si occupa solo dell'avvento del socialismo e trascura - egli tanto positivista - i bisogni immediati delle popolazioni » (6). A questi bisogni, invece, Nullo dedicava tutto se stesso; egli, infatti, continuava a sollecitare disposizioni legislative e lavori per la disoccupazione pur sempre grave, per non dire gravissima. Un esempio: nel febbraio del 1900 in territorio Camerlona (Ravenna) si doveva costruire una piccola strada comunale per l'importo di 1.500 lire circa; il piccolo lavoro comportava l'occupazione di una squadra di 100 uomini; invece, nonostante l'inizio di esso fosse stato mantenuto (4) << La Libertà», 29 dicembre 1900, Enrico Ferri al Mariani. (5) V. 1. di Nullo al Costa, 2 giug:10 1900 (C.A.C.). (6) V. 1. di Nullo al Costa, s.d. (C.A.C.).

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