IV. LA LOTTA CONTRO LA DISOCCUPAZIONE La storia della lotta contro la disoccupazione bracciantile ha assunto nel Ravennate forme e tono sconosciuti in altre zone. L'azione più importante riguarda: a) aumento delle fonti di lavoro agricolo onde rendere il più elevata possibile l'occupazione dei braccianti; b) politica dei lavori pubblici per aumentare le fonti di lavoro; c) ricorso alla compartecipazione familiare per apprez.zamento o per coltura al fine di offrire ai migliori la possibilità di risolvere almeno in parte il loro personale problema con produzioni elevate e pregiate; d) distribuzione del lavoro fra la massa al fine di distribuire equamente il peso della disoccupazione e l'introito dei redditi; e) stimolo all'emigrazione temporanea o permanente per sfoltire l'ambiente ovvero per trovare esterne forme di reddito; f) politica di alti salari al fine di combinare il sempre scarso numero di giornate lavorative con salari alti, cosicchè risultino bilanci annuali sufficienti; g) ricorso alla cooperazione agricola di gestione aziendale onde permettere ai braccianti di impossessarsi degli utili di impresa. Tutta l'azione svolta ha uno scopo solo: permettere la realizzazione di un reddito annuo sufficiente ad un sia pur minimo livello di vita. Anche la cooperazione agricola, dunque, fa parte di tale politica e vi fa parte con un vantaggio che va aggiunto a quello di attribuire ai lavoratori gli utili di impresa, il vantaggio di dare al sindacato l'arma più sicura per la difesa del salario, cioè la conoscenza precisa di quanto l'agricoltura rende e può rendere. Per Nullo Baldini questa collabo37
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==