III. IL BRACCIANTE. Si è sempre detto che la qualifica di «bracciante» è stata inizialmente adottata per esprimere il concetto di « lavoratore che dispone delle sole braccia». Se la denominazione deve essere usata nel senso di opposizione concettuale all'economia del «contadino» (proprietario affittuario e mezzadro) che viceversa nella zona possiede diversi attrezzi, parte del bestiame e la casa di abitazione, allora va completata con un ulteriore rilievo: il «contadino», sul podere che conduce come imprenditore integrale o parziale, è occupato per tutto l'anno mentre al contrario la disoccupazione è la caratteristica di maggior rilievo per definire la posizione economico-sociale del bracciante. L'antitesi fra. « contadino » e «bracciante» trova un'altra giustificazione nel mondo agricolo della fine Ottocento: il «contadino» sta barricato nel proprio podere ed impedisce che il bracciante vi entri a compiere lavori. Quando ha bisogno cli aiuto, il contadino ricorre ai colleghi praticando lo « scambio di opera» e in questo modo evita di chiamare braccianti per lavori a giornata entro i poderi e risparmia. Le zone « a larga» costituiscono dunque l'ambiente agricolo tipico del bracciante. Ma nelle << larghe » esiste una economia agricola che fa a meno delle abitazioni, poichè dalle aziende sono escluse persino le stalle (si tiene il solo bestiame da lavoro e si vendono i foraggi eccedenti) pertanto i braccianti si addensano intorno a queste zone, cioè intorno alle nuove terre di bonifica. A tal forma di addensamento ha contribuito, naturalmente, anche la bonifica col richiamo esercitato dall'occupazione nelle opere necesarie. Però esistono braccianti anche nelle varie zone ad agricoltura vecchia, già appoderata. L'abitazione sul luogo di' lavoro è comoda, ma può convenire anche il movimento pendolare del quotidiano viaggio di andata e ritorno, molto più che c'è un nuovo ed economico mezzo di locomozione: la bici-
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