Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 565 reale funzione dei diversi organismi nella lotta di classe. In tal modo la cooperazione sopravanza il movimento sindacale e il Partito Socialista presentandosi quale punta più avanzata dello schieramento di classe. La sconfitta dell'ala socialista più intransigente nella lotta per la questione delle trebbiatrici sospinge concretamente a questo rovesciamento del rapporto politico fra la cooperazione e le altre organizzazioni. Se prima era il movimento cooperativo ad integrare l'azione sindacale, ritenuta quale piattaforma della lotta di classe, ora è il sindaca~o che finisce per integrare l'azione della cooperazione, quale organismo in grado di soddisfare esigenze sociali, morali e culturali proprie del mondo bracciant,ile. E sono i dirigenti della vecchia Carnera del lavoro che riconoscono questo nuovo rapporto politico quando nella relazione morale presentata nel 1913 affermano che « [ ... ] qui [ in Romagna] la cooperazìone assume gli aspetti e gli atteggiamen ti e le funzioni di una nuova forma della resistenza [ ... ] » (53). Certo è che la cooperazione promuove e radica una nuova coscienza sociale fra gli operai, ma sovrappone anche alle prospettive politiche e sociali della classe una concezione utilitaristica del lavoro, propria delle sue origini, che rinchiude il movimento entro i termini di valutazioni tecnìche. Se da un lato si eleva la coscienza sociale, dall'altro si confina l'emancipazione del lavoro nell'economismo: fra guesti due poli sono racchiusi la forza e i limiti della cooperazione ravennate. Un osservatore straniero rileverà più tardi che « [ ... ] Mème en ce qui concerne la propriété privée, ces noyaux de coopératives [ ... ] au lieu de miner la propriété privée ont souvent trouvé avec elle un modus vivendi, qui devient une vraie collaboration quand leurs rapports ne sont pas altérés par les passions politiques [ ... ] » (54). Questa realtà è presente al movimento operaio, tanto che le Leghe sindacali riunite a congresso nel 1914 votano un ordine del giorno che afferma: « [ ... ] ritenuto che il movimento cooperativo perderebbe (53) Relazione finanziaria e morale dell'esercizio 1913 della Vecchia Camera del Lavoro, riportata in Federcoop, Bilancio anno 1913, ecc. cit., p. IO. (54) <<[ ••• ] Anche per quanto riguarda la proprietà privata, questi nuclei di cooperative [ ... ] invece di minare la proprietà privata, hanno spesso trovato con essa un modus vivendi che diventa una vera collaborazione quando i loro rapporti non sono alterati da passioni politiche [ ...] » in O. PoR, Le mouverr:ent des guildes en ltalie, in Revue Internationale du Travail, voi. VII r.. 5, ma1 1923, p. 733.

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