Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO NARDI sbagliati di gruppi politici in lotta I. ..J », e non adattando a questa situazione il pri~cipio della cooperazione che resta immutato e « [ ... ] che trova anzi negato il suo sviluppo, il suo avvenire da questi con-. trasti f...] » (so). L'auspicio di Bubani di un rinnovamento dell'indirizzo politico della cooperazione non può che cadere nel vuoto di fronte al mutamento del clima politico che irrìgidisce ancor più le strutture del movimento sulle sue vecchie fondamenta. Da un lato i contrasti fra i due partiti, socialista e repubblicano, tornano ad acuirsi, dopo la breve parentesi della « settimana rossa» durante la quale si erano trovati accomunati, divisi dalla diversa e contrastante posizione assunta nei confronti della guerra. La Federazione delle cooperative, già nel 1916, è fatta segno a un violento e polemico attacco, con gli argomenti già usati dai nazionalisti, da parte del Partito Repubblicano: accusata e denunciata di scorrettezze amministrative e di truffa in danno dell'erario (51). A tanto arriva l'intemperanza che sono lanciate pesanti e inusitate accuse personali ai dirigenti socialisti, cui seguono le immancabili denuncie e i relativi processi. Dall'altro lato il movimento cooperativo con le gestioni agrarie, gli spacci di consumo e i lavori pubblici è il perno economico attorno al quale ruo~a la vita dei braccìanti. In queste condizioni, raggiunto ormai il controllo delle fonti del proprio reddito e del consumo, attraverso l'esercizio dei suoi diritti di socio, il bracciante tende ad assegnare alla cooperatìva una somma di nuovi servizi per soddisfare altri e diversi bisogni. Nel corpo stesso di molte cooperative nascono asili per i bimbi dei soci, si istituiscono scuole serali e si assumono maesut si accantonano fondi per la costruzione di case, si gestiscono ·sale di trattenimento, si aprono biblioteche (52). Proprio per ciò tutte le energie sociali e politiche dei braccianti convergono verso la cooperazione, che diviene lo strumento che appaga i bisogni che salgono dal profondo della loro condizione sociale. Accanto a ciò i contrasti fra gruppi di braccianti polarizzano la lotta politica ed economica attorno alle cooperative, distorcendo la (50) La coopernzione italiana, anno XXXII n. 1322, 15 novembre 19u. (51) Si veda l'inizio della polemica in La Romagna socialista, anno XVIII n. 980, 4 novembre 1916, proseguita poi anche negìi anni successivi. (52) D. Gu221N1, Le imprese agricole cooperative, ecc. cit., p. 83 s. ..

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