Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO NARDI Per il dilagare di questi orientamenti nella cooperazione italiana e per l'indirizzo cooperativo proprio del movimento ravennate, la_ cooperazione di consumo si integra fin dal suo nascere con quella di produzione e lavoro. Infatti, a parte il fatto che numerosi negozi sono direttamente gestiti dalle cooperative di lavoro, le vendite sono limitate a coloro che sono già associati al movimento cooperativo e solo in un secondo tempo i negozi si aprono al pubblico (46). Accanto a ciò, sulla base delle esperienze fatte nella gestione di magazzini di approvvigionamento in occasione dell'istituzione di colonie e nei centri di lavoro fuori provincia, prevale la tendenza della regolazione dei debiti dei lavoratori presso i negozi e le cooperative di consumo in via amministrativa. E ciò avviene mediante trattenuta sul salario da parte della cooperativa di produzione e.di lavoro da cui dipendono, oppure mediante l'emissione da parte di queste ultime di buoni acquisto. . In questo modo, anche se la cooperazione di consumo nasce assai tardi nel ravennate completando l'attività del movimento cooperativo nei suoi settori fondamentali: produzione, lavoro e consumo, il fine integralista è comunque perseguito. Si tratta in verità di una forma di integralismo tutt'affatto particolare, che al contrario di quella propugnata dal Vergnanini parte dal lavoro per arrivare al consumo e che perciò rimane rinchiusa entro l'ambito ristretto della classe, determinata .dai criteri posti a fondamento dell'organizzazione cooperativa. I Questa forma di 4Itegralismo e l'istituzione del magazzino centrale che perm~tti alla Federazione <li rivolgersi direttamente alle industrie produttrici, sono le strade attraverso cui opera la cooperazione di consumo. Cioè da un lato ci si muove verso l'integrazione dell'economia dei lavoratori nei suoi due aspetti del lavoro e del consumo, dal1'altro si opera per l'eliminazione di ogni intermediazione mercantile. Certo è che il continuo e progressivo aumento del costo della vita e i fenomeni di speculazione con i conseguenti arricchimenti che si verificano nel commercio durante la guerra, alimentano l'avversione verso i commercianti e sospingono le cooperative in quella direzione. Ma affrontando solo gli aspetti più immediati che colpiscono direttamente i lavoratori si finisce per oscurare la vera matrice delle spe- (46) D. GuzzINI, Le imprese agricole cooperative, ecc. cit., p. 83.

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