558 SERGIO .ARDI cooperativo socialista non può passare sotto silenzio. Le antiche accuse lanciate dai proprietari ravennati contro le cooperat~ve sono fatte proprie dal movimento nazionalista. In Parlamento e sulle colonne de l'Idea Nazionale si accusano le cooperative romagnole di aver conseguito lauti guadagni nei lavori pubblici eseguiti nel Meridione, e la Federazione delle cooperative di aperta collusione con l' amministrazione dello Stato per trasferire a carico delle spese pubbliche le opere di bonificazìone dell'azienda Marcabò (33). Ai nazionalisti fa eco quasi tutta la stampa italiana e alla Lega nazionale delle cooperative non è difficile controbattere le accuse (34). In realtà si tratta solo della richiesta di usufruire delle leggi vigenti in materia di bonifica di cui avevano già largamente beneficiato i proprietari privati senza scandalo alcuno. È il primo contrasto che il movimento cooperativo ravennate ha coi nazionalisti, è l'inizio di una ininterrotta serie di attacchi e di proteste portati da ogni parte politica e che saranno poi raccolti e condensati dal fascismo (35). Le accuse dei nazionalisti provocano però i primi danni. L'Amministrazione comunale di Lugo favorevole alla cessione in affittanza dell'az1enda Valle Maggiore alle cooperative di Alfonsine e Voltana, ritorna sulle sue decisioni e si pronuncia così contro la cooperazione (36). Solo più tardi le cooperative potranno gestire quell'azienda. Sopravvenuta la guerra e con essa la rarefazione della manodopera in seguito alla mobilitazione, rallenta sensibilmente l'espansione del movimento cooperativo. Per le cooperative agricole la guerra segna un perìodo di raccoglimento, dovuto alla necessità anche di realizzare i capitali investiti nelle aziende sfruttando le condizioni favorevoli dets;,rminatesi nell'esercizio dell'agricoltura (37). Per le cooperative. di-lavoro sì creano invece condizioni particolari per l'inevitabile riduzione delle opere pubbliche e per l'aumento considerevole del costo dei materiali. Il decreto del 27 maggio 1915 che riconosce (33) Si veda l'Idea nazionale, n. 11, 12 marzo 1914 e La cooperazione italiana, anno XXVIII n. IC>78,13 marzo 1914 e n. 1079, 20 marzo 1914. (34) La presa di posizione della Lega nazionale delle cooperative è in La cooperazione italiana, anno XXVIII n. 1079, 20 marzo 1914. (35) Si veda G. Preziosi, Cooperativismo ,-osso piovra dello stato, Bari 1922. (36) La cooperazione italiana, anno XXVIII n. 1081, 3 aprile 1914. (37) D. GuzzINr, Le imprese agricole cooperative, ecc. cit., p. 91.
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