Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVE. NATE, ECC. 557 zione notevoli superfici <li terre ad opera esclusiva del movimento cooperativo (31). Ma il contributo portato dalla cooperazione non si limita all'arricchimento di cui l'economia ravennate può godere con l'apporto di nuove terre e mezzi di lavorazione. Sul piano sociale per i braccianti ciò significa la formazione di una superiore coscienza professionale, la consapevolezza della loro importanza nel complesso del sistema produttivo, una più equa ripartizione della disoccupazione. Ciò è reso possibile dal fatto che, pur nell'identità del sistema colturale adottato dalle cooperative con quello delle aziende private, la cooperazione sa imprimere un suo stile. Ben definita è la tendenza alla diffusione di quei sistemi agrari dì massima capacità di impiego di manodopera e segnatamente alle coltivazioni industriali (bietole, tabacco, pomodoro) e alle colture frutticole specializzate (32). E ancora. Mentre la scienza ufficiale consiglia sui terreni a « larga » la formazione di nuove unità poderali, e ciò sia per ragìoni economiche per elevare il prezzo d'uso delle terre e per sostenere il mercato fondiario, sia per ragioni sociali per combattere ìl rafforzamento delle cooperative, la gestione diretta delle aziende da parte dei braccianti attraverso le loro cooperative dimostra di essere il mezzo più immediato e conveniente per raggiungere l'intensificazione della produzione e un più vasto e stabile insediamento dei lavora~ori sulla terra. È la dimostrazione della superiorità della grande azienda e della gestione collettiva sulla piccola azienda e la gestione individuale. In tal modo il movimento cooperativo, unitamente a quello sindacale, con la sua azione e le sue realizzazioni, oltre che promuovere un generale progresso economico e sociale, sospinge in avanti verso forme di produzione più moderne anche la proprietà fondiaria più retriva arroccata su posizioni conservatrici. Ma~urata ormai l'educazione deì lavoratori con una più completa disciplina nel lavoro, frutto dell'esperienza che allena la manodopera alle nuove necessità agrarie, i' esercizio delle aziende dà i suoi primi risultati con la realizzazione di utili più consistenti. Ma il fatto storico dell'acquisizione della prima vasta proprietà da parte del movimento (3 I) A tutto il 1922 il Guzzini calcola in ettari 3,813 le terre portate a coltivazione per opera della Federazione delle cooperative, in D. GuzzINI, Le imprese agricole cooperative, ecc. cit., p. 139. (32) D. GuzzINI, Le imprese agricole cooperative, ecc. cit., p. I 35 ss.

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