IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 555 sto mercantile della proprietà si attua all'interno della classe e non già intaccando le strutture capitalistiche e della proprietà privata, tanto più che si tratta di terre incolte e perciò di una proprietà assenteista. Ma proprio per questo l'acquisto dell'azienda Marcabò invera i principi posti alla base della cooperazione ravennate fin dalle sue origini. All'interno deJla cooperazione e quindi nell'ambito della classe stessa si ricercano e si esauriscono i modi della sua emancipazione. A quest,i principi si è educata ormai la massa dei braccianti che, attraverso il sacrificio del suo stesso lavoro, realizza l'antica aspirazione della proprietà e quindi del ritorno alla terra in forma stabile. L'acquisizione della proprietà della terra da parte di lavoratori segna pure una svolta decisiva nell'assetto fondiario ravennate. Per la prima volta si rompe uno schema inveterato, consolidatosi da lungo tempo, si inizia la mobilizzazione del mercato fondiario preludio a quell'intenso traffico di proprietà che si verificherà negli anni immediatamente seguenti la fine della prima guerra mondiale (26). Appena acquistata l'azienda si predispone un piano accurato per la bonificazione e ì braccianti accettano di eseguire i primi lavori accontentandosi come salario dei sarmenti della flora infestante. La tecnica adottata è ben diversa da quella delle bonifiche eseguite fino ai primi del '900. Per la prima volta viene impiegato il sistema della elevazione meccanica delle acque: è il tramonto definitivo della bonifica per colmata di più lenta esecuzione, ma di più alto rendimento, eseguita con grande fortuna di interessi da parte dei privati. Intrapreso il dissodamento con l'impiego di moderni e potenti mezzi tecnici, dalle idrovore agli aratri Fowler, i primi adottati nelle campagne ravennati, le coltivazioni iniziano nell'annata agraria 19141915(27). Al primo esempio di Marcabò ne seguirono poi altri negli anni del primo dopoguerra con l'acquisto di numerose aziende fra cui ie più importanti sono la Massari e la Raspona. È in questo campo che la Federazione lascia un segno indelebile e caratteristico: mobilita- (26) A. BELLucc1, Come si risolve la questione agraria in Romagna, Ravenna 1920. Si veda anche il saggio di G. Porisini in questo stesso volume. (27) D. GuzzIN1, Le imprese agricole cooperative, ecc. cit., p. 136; A. BF.LLuccr, Un esempio istruttivo, in Rivista Agricola e Commerciale, ecc. cit., p. ll6 ss.
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