Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVE NATE, ECC. 551 ridionale rappresenta solo la ricerca di nuove fonti di lavoro per assicurare più occupazìone ad un gruppo di lavoratori rispetto all'altro gruppo della stessa categoria. Infatti quando nel 1913, dopo l'espletamento delle pratiche iniziate due anni prima (12), vengono aggiudicati alla Federazione i lavori per la bonifica dei Pantani Grosso e Piccolo di Brancaleone lungo il litorale jonico e la bonifica fra ì fiumi Angìtola e Turrina nel golfo di S. Eufemia, sono giudicati solo come una speranza per « [ ... ] una maggiore occupazione dei nostri lavoratori [ ... ] » ( 13). Sia per le facoltà concesse dalla legge che per il fatto di essere eretta ìn corpo morale, la Federazione delle cooperative acquisisce maggior credito presso il Ministero dei lavori pubblici e gli stessi istitutì di credito ed è considerata ormai fra le più forti imprese d'Italia per lavori di terrazzeria ed edili. La zona di esplicazione dei suoi lavori si allarga ben presto al di là dei confini della provincia eseguendo opere a Forlì, Roma, L'Aquila, Messina, Reggio Calabria, Catanzaro, Caserta e Pesaro. Il Ministero dei lavori pubblici le affida anche ì lavori di costruzione di case asismiche nelle zone colpite dal terremoto del 1915-191.6. L'importo dei lavori assunti dalla federazione ammonta nel quinquennio 1909-1913 a lire 17.846.640(14) e nel quinquennio 1914-1918 a lire 13.083.895(15). I lavori, dopo la costituzione legale, sono assunti direttamente dalla Federazione anzichè tramite le cooperative associate come avveniva prima. I modi della ripartizione e della gestione restano i medesimi e cioè in amministrazìone, in partecipazione e in conduzione diretta. Al di là dei meriti dell'organizzazione, dovuti al senso imprenditorìale dei massimi dirigenti, i Baldini, i Caletti, i Guzzini, :he sono alla base del successo nell'assunzione e nell'esecuzione dei numerosi e importanti lavori, balza evidente la grande opera di educazione svolta dal movimento cooperativo nel campo del lavoro. Da una massa di lavoratori abbandonata a se stessa, ad un complesso di aziende articolate e qualìficate per i più diversi tipi di opere, la cui efficenza è (12) A.F.C. Ravenna, Libro verbali consiglio di amministrazione, p. 3. (13) Federcoop, Bilancio anno 1913, ecc. cit., p. 8. (14) Federcoop, Bilancio anno 1913, ecc. cit., p. 8. ( 15) A. CAGNONI, Due anni di amministrazione, ecc. cit., p. 73.

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