Nullo Baldini nella storia della cooperazione

55° SERGIO NARDI ed è poi condensata in due memoriali presentati al Parlamento nel 1913 (n). . Per quanto la ricerca di occupazione da parte dei braccianti è ancora una necessità, tuttavia non è tale da giustificare i mezzi messi in opera. Già l'inchiesta sulla questione delle trebbiatrici aveva messo in luce, per riconoscimento unanime, i notevoli miglioramenti conseguiti dai braccianti rispetto agli inizi del secolo, dovuti all'azione dei sindacati e particolarmente del movimento cooperativo. Essi godono di tariffe salariali relativamente alte e il loro stato disoccupazionale non è più disperato. Sicchè una tal forma concorrenziale è giustificata solo da ragioni di prestigio politico. Non potendosi sostenere a lungo la tensione sociale fra lavoratori della stessa categoria, le due Federazioni si accordano, sul finire del 1913, per la ripartizione dei lavori pubblici sulla base dei lavoratori associati. Nei primi dieci anni del '900 la ricerca dell'occupazione aveva assunto sostanza politica poichè era diretta, da una parte ad imporre alla classe dirigente un diverso fine nella politica dei lavori pubblici, e dàll'altra tendeva, con l'integrazione con le lotte sindacali, a strappare al capitale una migliore remunerazione del lavoro. Ora con la lotta fra repubblicani e socialisti la ricerca dell'occupazione si riduce a semplice movimento rivendicativo fra gruppi di lavoratori della stessa categoria. E anche se interviene l'accordo, la forza del movimento operaio diventa sempre più debole, in quanto diminuisce in esso la sostanza politica, e lo si trova sempre più condizìonato al beneplacito <lella classe dirigente e degli imprenditori. La stessa attuazione dei punti cohcordati da Baldini nei contatti ministeriali; prima del conflitto delle macchine trebbiatrici, per organizzare· l'emigrazione interna affidando i lavori disposti dalle leggi in favore delle regioni meridionali al movimento cooperativo, perde il senso politico che aveva acquisito. Cioè se l'approvazione della legge del 1909 rappresentava un momento della lotta per imporre un diverso fine alla politica governativa dei lavori pubblici, sia pure entro i limiti indicati da Salvemini, ora la concessione dei lavori nell'Italia me- (u) Federcoop, La speculazione politica del partito repubblicano, ecc. cit. Federazione Autonoma delle Cooperative di Produzione e Lavoro, La questione delle aste, ecc. cit.

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