V. I CONTRASTI FRA GRUPPI DI COOPERATIVE L'ambiente romagnolo, dopo la sc1ss1onedel movimento sindacale e cooperativo, è profondamente scosso. La vita politica e sociale è dominata dagli accesi contrasti che contrappongono, gli uni agli altri, socialisti e repubblicani. Gli effetti della profonda lacerazione si fanno sentire immediatamente e le conquiste che il movimento operaio ha acquisito nel corso di dure lotte, lungo l'arco di un decennio, rischiano di restare sommerse dalla rivalità fra gruppi di lavoratori della stessa categoria. Appena costituita, la nuova Camera del lavoro, diretta dai repubblicani, inizia le trattative con l'Associazione agraria sia per la stipulazione di nuove tariffe per i braccianti, sia per le divisioni del lavoro di trebbiatura (1). Causa i contrasti politici, la vecchia Camera del lavoro socialista non partecipa alle trattative, ma nell'estate del 19n, essendo già scaduti i vecchi contratti, è cos~retta ad accettare l'accordo stipulato dalla nuova Camera (2). Si rompe così quel monopolio del mercato della manodopera tanto faticosamente conquistato. Ciò che non era rìuscito ai proprietari con la loro azione politica contro i sindacati e le cooperative nei primi dieci anni del '900, si attua ora per mano degli stessì lavoratori. Anche se non è quel libero mercato auspicato dai datori di lavoro, il risultato economico è il medesimo. Nella contesa fra gruppi dì lavoratori della stessa categoria per assicurarsi il lavoro e il collocamento, accentuata dal dissidio e dalla passione politica, gli ìmprenditori e i proprietari entrano nel gioco della concorrenza: dividono i gruppi e trattano ora con l'uno ora con l'altro a seconda degli interessi e dell'efficienza delle singole organizzazioni. 35 (r) L. LoTTr, / repubblicani in Romagna, ecc. cit., p. 413. (2) L. LoTT1, / 1·epubblicani in Romagna, ecc. cit., p. 425.
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