Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIME 'TO COOPERATIVO RAVEN:-IATE, ECC. 543 non è solo un pericolo incombente) bensì reale e presente. Le relazioni che si stabiliscono fra i rappresentanti delle cooperative e gli organi pubblici, fra chi di continuo deve chiedere e coloro che debbono dare, non possono che essere improntate a concessioni e a transazioni. È il prezzo dello sviluppo del movimento cooperativo, attraverso il quale si elevano le capacità e la coscienza dei braccianti della Val padana, come da altri è stato detto (71), ma che rientra nel disegno politico giolittiano di subordinare le organizzazioni della classe lavoratrice allo Stato liberale, smorzandone la spinta rìvoluzionaria. Già l'inchiesta ministeriale del 1907 aveva rilevato come la collaborazione fra gli Uffici del Genio Civile e le cooperative, per predisporre l'esecuzione delle opere pubbliche, rappresentasse una moderna collaborazione fra Governo e classe operaia. Ma rilevava anche che le cooperative con questa collaborazione « I....] servono da assicurazione contro gli scioperi [ ...] », poichè portando gli operai a conoscenza dei lavori su cui possono contare, limitano le loro agitazioni (72). Proprio per questo il Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio emanerà nel 19n una circolare per « [ ... ] moltiplicare in favore delle cooperative la possibilità di appaltare lavori e forniture; è tutto un sistema di protezionismo implicito, di preferenze tacite, che risponde ai desiderati delle cooperative e che concorrerà a intensificare i rapporti di queste con gli enti appaltanti [ ... ] >> (73). Per questa collaborazione, quando Costa è ormai nell'impossibilità di muoversi, Baldini cerca l'aiuto di Bissolati come_egli stesso scrive al venerando socialista nel 1907: « [ ... 1 per i lavori dei braccianti ho spesse volte bisogno di un deputato che mi apra la strada presso i Ministri - che mi presenti come facevi tu. Giacomo Ferri certe cose non le capisce, eppoi è sempre assente. Più adatto è Bissolati. Scrivigli tu - te ne prego [ ... ] >> (74). Con la scissione e con le critiche di Salvemini si chiude il secondo periodo di vita del movimento cooperativo ravennate, contrassegnato (71) L. PRETI, Lotte agra1·ie nella Valle Padana, ecc. cit., p. 314 s. (72) M. RuINI, Il fatto cooperativo in Italia, ecc. cit., p. 89. (73) La circolare è riprodotta in M. RuINI, Il fatto cooperativo in Italia, ecc. cit., p. 85 s. (74) B.C.I., Fondo Costa, n. 3813, N. Baldini a A. Costa da Ra\enna, 23 dicembre 1907.

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