Nullo Baldini nella storia della cooperazione

542 SERGIC- NARDI cui gli altri fanno le spese, intorbidando in sè la visìone degli interessi comuni [ ... ] ». _ Salvemini non si ferma solo a rilevare i difetti politici più gene- . ralì, ma pone in luce anche i limiti della politica che Baldini propugna per l'esecuzione dei lavori pubblici nel Meridione tramite i braccianti romagnoli organizzati in cooperative. Facile è per Salvemini rovesciare il nocciolo dell'indirizzo baldiniano ponendo la domanda « [ ... ] sono i lavori che non si eseguiscono per mancanza di braccia; oppure sono le braccia che mancano, perchè non si eseguono i lavori? E data questa ipotesi, perchè i lavori si eseguono laggiù, mentre da noi gli stanziamenti si esauriscono sempre? [ ...] ». E poichè Baldini non si pone questa ipotesi allora senza rendersene conto e ritenendo di operare nell'interesse dell'Italia meridionale segue - secondo Salvemìni - questo semplice programma « [ ... ] I cafoni continuino a trar rimedio alla disoccupazione loro, andando in America a spese loro; e noi, stretti come sacra falange nelle nostre organizzazioni cooperative, andremo nel Mezzogiorno a rimediare alla disoccupazione nostrà con l'aiuto dello Stato [ ...] . E noi andremo anche nel Mezzogiorno a fare dimostrazioni pro Ferrer e contro lo czar [ ... ] ». Per Salvemini la politica di solidarietà proletaria dovrebbe invece indirizzare nel Meridione organizzatori di Leghe e di cooperative per accelerare la trasformazione, facendo compiere un gran passo all'unità morale e sociale del paese. Al di là della veemenza polemica, è certo che Salve~ini giustamente critica la rinunzia che i socialisti compiono, in nome degli interessi corporativi e ristretti di una sola categoria e di poche regioni, ad unire in uria unica lotta, dal nord al sud, i lavoratçri itaftani (69). E poichè richiedono e ottengono lavori solo dove le organizzazioni sono forti, cioè al nord, .finiscono per accentuare ancor più la politica perseguita dalle classi dirigenti e cioè l'approfondimento del solco che divide il Meridione dal resto del paese con l'obiettivo di sfruttare l'esercito di riserva della mano d'opera meridionale, che rappresenta un freno all'elevazione dei salari (70). E il ministerialismo (69) R. ZANGHERI, ntroduzione a Lotte agrarie in Italia. La Federazwne nazionale dei lavoratori della terra, ecc. cit., p. LXXIX. (70) L. PRETI, Lotte agrarie nella Valle Padana, ecc. cit., p. 315 s.

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