Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 537 fra le due categorie si apre una breccia attraverso la quale passa, prima la conservazione dei proprietari poi il fascismo, come riconoscerà lo stesso Baldini nelle sue Memorie (62). La scissione si viene preparando nelle cose poichè, di fronte al1'oggettivo rafforzarsi e dilatarsi delle organizzazioni bracciantili, diminuisce corrispondentemente la capacità di mediazione politica esercitata dal Partito socialista. Nella concezione integralista che lega gli uni agli altri, sindacati, cooperative e partito, anzichè elevare il partito a sintesi di tutto il movimento operaio lo si abbassa al livello di mediatore di interessi economici. Finchè le organizzazioni delle diverse categorie potenzialmente si equivalgono anche il partito assolve la sua funzione. Allorchè gli interessi organizzati di una categoria sopravanzano quelli dell'altra, anche la funzione del partito vien meno perchè al suo interno prevalgono gli interessi organizzati predominanti. E mentre avanza questa realtà si esaurisce anche l'impronta dell'insegnamento politico costiano teso a valorizzare, nella lotta sociale, gli obiettivi politici piuttosto che quelli economici. Dunque se la scissione si viene preparando oggettivamente nelle cose gli è perchè vien meno la capacità di sintesi e di direzione politica del partito, che, avviluppato dall'economismo degli int~ressi dei braccianti, non riesce a comporre i contrasti e a dare un obiettivo più avanzato a tutta la massa dei lavoratori della campagna contro i persistenti residui del passato. Non è certo col tentativo di trasferire la questione delle trebbiatrici sul terreno della gestione cooperativa che si può trovare una soluzione. Nel dissidio fra braccianti e mezzadri converge e si annoda la politica dei socialisti perseguita nelle campagne lungo l'arco del primo decennio del secolo: cioè di non aver saputo interpretare lo sviluppo capitalistico nelle campagne così come storicamente si veniva svolgendo, e, quindi, di non aver saputo orientare le aspirazioni, che in diversi modi si manifestavano fra i diversi strati sociali delle campagne, verso la conquista della terra (63). Su questa strada si trovano accomunati sia gli integralisti-massimalìsti che i possibilisti-riformisti. Seppur divisi dottrinariamente _ (62) N. BALDINI, Memorie, p, 14. Manoscritto originale gentilmente favoritoci per la consultazione dal Dott, Mario Li Vigni, (63) R, ZANGHIERI, lntrodu::::ione a LfJtte agrarie in Italia. !,a Federa.ào11e nazionale dei lavoratori della terra, ecc, cit,, p. LXXIII.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==