SERGIO NARDI soluzione unitaria per superare le cause dell'inasprimento dei rapporti fra le due categorie. I termini della vertenza si acuiscono e il fuoco delle antiche r·ivalità fra i socialisti, la stragrande maggioranza d~i braccianti, e i repubblicani, la quasi totalità dei mezzadri, divampa alimentato, non senza disinteresse, da proprietari e affittuari. Se è vero che la lott;:i sia stata politicizzata al massimo (60), tuttavia non è solo per divergenze ideologiche che si scatena il dissidio. L'assimilazione del processo di sviluppo capitalistico nelle campagne e quello che avviene nell'industria, che è proprio dei dirigenti socialisti della Federterra e in particolare di quelli romagnoli (61), la prospettiva della socializzazione della terra data al movimento contadino, fanno sì che gli interessi dei socialisti siano rivolti esclusivamente verso i braccianti, considerati alla stregua degli operai dell'industria, i portatori della nuova società. Tutta l'azione dei socialisti nelle campagne romagnole, dalle origini al 1910, tende a potenziare solo gli organismi che fanno capo ai braccianti. L'integrazione fra sindacato e ::ooperative, la costituzione della Federazione delle cooperative e il suo progressivo potenziamento, favoriscono e consolidano l'economia dei braccianti. L'omogeneità, la centralizzazione della direzione, l'intervento degli organismi ai diversi livelli, uniti allo spirito associazionistico ed egualitario òei soci, fanno di queste organizzazioni potenti strumenti dai quali dipende la vita presente e futura dei braccianti. Accanto ai processi reali di differenziazione sociale provocati dallo sviluppo capitalistico, si unisce la forza altrettanto reale dei braccianti, superiore a quella dei mezzadri-. Così ne'ne cose, oggettivamente, si prepara il dissidio e la rottura fra le ·due categorie. Fìnchè braccianti e mezzadri, socialisti e repubblicani, portano avanti le lotte per i miglioramenti salariali e i patti colonici e si battono per gli investimenti e l'occupazione, sospingono in avanti il progresso economico, eliminando i residui dei vecchi rappcrti di produzione. Ma nel momento in cui provocano la rottura (6o) In tal senso si veda L. LOTTI, I repubblicani in Romagna, ecc. cit., p. 375 ss.; R. DE FELICE, Mussolini il rivoluzionario, Torino 1965, p. 91 ss. (61) Si ricordi a questo proposito la lettera di Baldini a Costa del 1894. Inoltre R. ZAKGHERI, Introduzione a Lotte agrarie in Italia. La Federazione nazionale dei lavoratori della terra, ecc. cit., p. LXXVIII . •
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