Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 535 a comporre e a mantenere l'unità. La lotta per l'abolizione dello scambio della mano d'opera fra i mezzadri, condotta congiuntamente dalle due categorie, strappando ai proprietari migliori condizioni per entrambe, intrapresa nel 19o6 segna la fine di quest'opera di mediazione. È l'ultimo lascito dell'insegnamento e della politica di Costa in Romagna. Il contrasto fra braccianti e mezzadri sopito con la lotta iniziatasi nel 19o6 si riaccende vìolento quando si introducono nella provincia le moderne grandi trebbiatrici. Noi osserveremo che al di là della causa contingente, la ricerca del lavoro da parte dei braccianti e la costituzione di nuove cooperative di mezzadri per la gestione delle trebbiatrici, occorreva trovare una via d'uscita nelle cause più generali, cioè nella « questione agraria », per dare uno sbocco di classe unitario agli interessi delle due categorie. Giacchè nel ravennate la presenza di un rapporto di produzione quale quello mezzadrile, per le sue origini e per la funzione che svolge, rende più intricate e complesse le antinomie originate dallo sviluppo capitalistico, era necessario designare la reale configurazione dei mezzadri. Ma da parte socialista, sullo sfondo del mito della « socializzazione della terra» posto a fondamento della politica nelle campagne, si passa sopra ad ogni movimento oggettivo, misconoscendo l'effettiva portata economica e politica della dinamica del processo di differenziazione sociale che investe le campagne. Così la mezzadria, in una prospettiva che richiede la proletarizzazione di quanti più possibili contadini, diventa un ostacolo che occorre, come che sia, combattere per avvicinare l'obiettivo dello scontro fra proprietari e braccianti. Dall'altra parte, il Partito repubblicano attraverso una mediazione ideologica schematica, considera la mezzadria come appropriata realizzazione del principio « capitale e lavoro nelle stesse mani>>. Di qui deriva la necessità non solo di difenderla dalla pressione socialista, ma di sostenerla e dilatarla quanto più possibile. Ma in questo modo, da parte repubblicana, si perde di vista la reale struttura e funzione della mezzadria e si finisce sulle stesse concezioni dei proprietari, che la considerano quale rapporto di produzione più idoneo per la difesa della proprietà che per il raggiungimento di interessi economici. Sicchè si rinchiudono i termini della lotta al solo ambito dei rapporti dì lavoro fra braccianti e mezzadri, si preclude la strada ad una

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