Nullo Baldini nella storia della cooperazione

TL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVE '.'IATE, ECC. 533 Cioè a nostro avviso, Baldini e le organizzazìoni sindacali e cooperative, che fanno proprì questi indirizzi, partono dalla constatazione della scarsità della mano d'opera e della mancanza di organizzazioni · cooperative nel Meridione, per derivare di conseguenza la priorità dell'impiego degli operai disoccupati della Val padana attraverso i loro organismi, già attrezzati per l'assunzione dei lavori. E anche se si intravvedono le cause dell'emigrazione transoceanica nel mancato sviluppo dell'agricoltura, non si comprendono le ragioni economiche, politiche e storiche dell'arretratezza dell'Italia meridionale, cioè non si comprende la « questione agraria ». Tant'è che lo sviluppo del Meridione è visto solo in chiave di lavori pubblici e di organizzazioni cooperative (55). In questo modo non si collegano le necessità dei braccianti della Bassa padana con quelle dei contadini del sud, per cui l'unica forza propulsiva, determinante per ottenere i lavori, resta quella delle cooperative, in particolare emiliane. Si isola e si limita così la forza del movimento per cui vengono meno quelle spinte necessarie per fare avanzare le leggi e le concessioni che si sono ottenute nei contatti governativi. Posto in questi termini, il problema dell'emigrazione interna non assume neppure, a livello del sistema giolittiano, la funzione politica di una alternativa, così come lo era stato l'esempio di Ostia. Si assecondano, piuttosto che contrastare, gli indirizzi della classe dirigente, poichè appare come un mezzo per soddisfare le esigenze dei braccianti della Val padana, approfondendo il solco fra la classe operaia del nord e quella del sud. E sono proprio i cooperatori meridionali che intravvedono questo pericolo, anche se in modo confuso, e insorgono vivacemente, al XV Congresso della Lega nazionale delle cooperative, contro gli indirizzi della relazione Baldini (s6). Ma i loro interventi si limitano solo alla denuncia dei pericoli e ad indicare nella politica delle classi dirigenti i mali che tormentano le (55) Si veda J. BALDIKI, Emigrazione interna in relazione alle opere pubbliche da eseguirsi nelle provincie meridionali e nelle isole, relazione al III Congresso della Federterra in Lotte agrarie in Italia. La Federazione nazionale dei lavoratori della terra, ecc. cit., p. 202 ss. La stessa relazione è stata fatta da Baldini al XV Congresso nazionale dei cooperatori, in Resoconto del XV Congresso, ecc. cit., p. 6 9 ss. (56) Resoconto del XV Congresso, ecc. cit., p. 76 ss. Si Yedano in particolare gli interventi di Zallone, Panunzio, Verro e Pignatelli.

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