Nullo Baldini nella storia della cooperazione

532 SERGIO ARDI pubblici fino alla concorrenza dì 2 milioni di lire, sottoposti alla vigilanza diretta del Ministero dell'agricoltura d'intesa con quello dei lavori pubblid, così come si preparano regolamenti e progetti di legge riguardanti il credito e i patti contrattuali nei rapporti fra Stato e cooperative (54). Mentre a livello governativo avvengono questi incontri ove si predispongono gli strumenti legislativi, sui quali influisce la buona prova data dalla Federazione delle cooperative di Ravenna nell'esecuzione dei lavori pubblici e le risultanze dell'inchiesta ministeriale del 1907, Baldini organizza le cooperative romagnole per farle trovare preparate e per premere sul Governo onde affrettare l'attuazione delle decisioni prese. Si ripresenta di nuovo l'occasione per la costituzione di un Consorzio o Federazione interprovinciale fra le cooperative delle provincie di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna, come nel 1896 in previsione dell'esecuzione del Canale di destra Reno, rimasta poi inattiva. Ora invece si tratta di regolare e promuovere l'emigrazione interna mediante l'assunzione dei lavori pubblici nell'Italia meridionale. . Promotrice la Federazione delle cooperative di Ravenna, si tiene nel gennaio del 1907 una riunione per la costituzione di un consorzio interprovinciale. Ma contemporaneamente, sul piano locale, sì vanno preparando le intense lotte che impegneranno tutte le organizzazioni per l'abolizione dello scambio della mano d'opera fra i mezzadri, mentre a livello governativo si procede con lentezza nell'approvazione delle nuove leggi. La concomitanza di questi fatti fa sì che la costituzione del nuovo consorzio rimanga un desiderio, sicchè vien meno anche la forza propulsiva per ottenere i lavori. Infatti se da un lato Baldini, ne-Y.proporreai congressi delle diverse organizzazioni il problemà dell'emigrazione interna e delle opere pubbliche, mette in relazione i vantaggi che derivano contemporaneamente ai braccianti della Val padana, per la diminuzione della disoccupazione, e alle condizioni economico-sociali del Meridione, per la messa in coltura di nuove terre; dall'altro, pone esclusivamente l'accento sul bisogno di occupazione dei braccianti del nord e quindi sulla necessità dell'azione delle organizzazioni padane per poter beneficiare dei nuovi lavori. (54) La parola dei socialisti, anno IX n. 445, 21 dicembre 19oi'. ':

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