53° SERGIO NARDI Non esisten_donella legislazione provvedimenti per la rifusione delle migliorie apportate alla proprietà, consegue che la produttività delle terre è incrementata a spese dei lavoratori, riuscendo essi a recu.'.' perarla solo in parte negli ultimi anni delle affittanze. In tal modo si sospinge in avanti il processo di sviluppo economico, si incrementa la produzione ma si ingenera fra i braccianti una alterazione e una deformazione nella visione dei reali rapporti di produzione e delle reali contrapposizioni di classe. Visione deformata dei processi dello sviluppo capitalistico nelle campagne che sì esprime qui in termini cooperativi, ma che è propria della politica della socializzazione della terra propugnai:a e perseguita dai socialisti. Contemporaneamente allo sviluppo delle cooperative di lavoro e all'inizio dell'attività delle cooperative agricole, sulla base degli indirizzi promossi dal convegno di Portomaggiore del 1904 e da quelli successivi delle organizzazioni ravennati, si intraprende una vasta azione per organizzare l'emigrazione interna per la bonifica e la colònizzazione delle terre del Meridione. Già nel 1905 attraverso I.A parola dei socialisti si agita il problema di inviare operai romagnoli in Sardegna, ove su indicazione di Montemartini e di Rava, si è recato Cabrini per constatare la possibilità di eseguire bonifiche da parte delle cooperative ravennati (50). Attraverso le insistenze e le pratiche avviate presso il Ministero si ottiene l'invio in Sardegna, nel 1905, di un'app<?sita commissione, con la partecìpazione dei rappresentanti delle cooperative, per studiare le possibilità pratiche di attuazione del1' emigrazione organizzata. ~a que~to primo approccio nascono poi analoghe iniziative in di~ezione della Basilicata, della Calabria e di altre parti del Meridione (51). Si constata che in quelle regioni, nonostante le leggi speciali che favoriscono i lavori pubblici, questi non vengono eseguiti per la deficienza di mano d'opera, causa l'emigrazione transoceanica. All'abbondanza di lavoro ed alla carenza di mano d'opera nel Mezzogiorno e nelle Isole fa riscontro la sovrabbondanza di braccia e la mancanza di lavoro nella Bassa padana. Di qui nascono gli orientamenti dell'emigrazione interna di lavoratori del nord, organizzati in (50) La parola dei socialisti, anno VII n. 325, 7 ottobre 1905. (51) La parola dei socialisti, anno VIII n. 389, 29 dicembre 1906.
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