IL MOVIMENTO COOPERATIVO R.WE!\:1 ATE, ECC. Si configura così a nostro avviso un processo tale per cui la proprietà privata deve cedere la gestione dei propri beni ai lavoratori organizzati in cooperative. Ma poichè a seconda dei modi e delle forme della proprietà si hanno corrispondenti modi e forme di rapporti di produzione, lasciando inalterata la proprietà privata non si elimina il tipo di sfruttamento che ne consegue. Ed è quanto avviene con la gestione delle terre con le cooperative. Si elimina l'affittuario che percepisce un interesse per i capitali investiti, ma non si toglie di mezzo lo sfruttamento dovuto ali' esistenza della rendita fondiaria, cioè della proprietà privata. Giacchè nella gestione cooperativa si vede l'inizio della realizzazione della socializzazione e non già un mezzo per fa1 avanzare il movimento verso la conquista della terra, la cooperativa, come da altri è stato indicato (49), finisce per essere una specìe di diaframma fra lavoratore e percettore della rendita fondiaria. Infatti la conduzione delle terre attraverso le cooperative non essendo ancora considerata come autogestione dei braccianti, cioè in modo che la loro retribuzione dipenda dal livello delle condizioni produttive delle aziende e del mercato in generale, pone le cooperative, come imprese, nella condizione di assolvere alle stesse funzioni dell'affittuario. In tale veste deve sopperire alle carenze della proprietà, la quale, per le concezioni che le sono proprie, si limita al solo prelievo della rendita senza di converso provvedere alla mobilitazione del capitale e al suo investimento in opere fondiarie e agrarìe per migliorare le condizioni produttive delle aziende. E poichè per il rapporto di compartecipazione la cooperativa, come impresa, scarica il peso dell'andamenlo economico aziendale sui braccianti coltivatori, si finisce per rinchiudere i problemi del miglioramento delle retribuzioni del lavoro entro l'ambito della classe. Cioè i braccianti cooperatori anzìchè rivolgersi alla proprietà affinchè provveda agli investimenti, come avviene col patto di compartecipazione nelle aziende dei privati, ricercano in se stessi, entro l'ambito della cooperativa, la possibilità di eseguire i miglioramenti fondiari e agrari per elevare con la produttività anche la quota parte dei prodotti di loro spettanza. (49) A. BELLETTINI, Su alcune forme di organizzazione dei braccianti nel ravennate, in Le campagne emiliane nell'epoca moderna, cit., p. 432 s. 34
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