IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVE~NATE, ECC. Sotto l'aspetto logico è un processo analogo a quello già verificatosi per il bracciante terrazziere, ma assai più difficoltosa è la sua traduzione in termini economico-aziendali. A differenza dell'impresa di lavoro, la conduzione agricola si svolge senza soluzione di continuità, ha necessaità di capitale per investimenti agrari e fondiari, richiede una qualificazione della mano d'opera per la conoscenza delle operazioni colturali, vuole una partecipazione impegnata del lavoratore al ciclo produttivo e quindi a tutta la gestione. Non meraviglia dunque se le cooperative procedano, nei primi anni, per tentativi, alla ricerca di una soluzione soddisfacente, e se le gestiom presentano, inizialmente, scarsi risultati economici. Fra il 1908 e i primi anni del secondo decennio del '900 le cooperative agricole appaiono, più che vere e proprie imprese di conduzione agraria, un immenso laboratorio di ricerca e di sperimentazione economico-sociale. L'integrazione fra le gestioni agricole e di lavoro in un'unica cooperativa e i numerosi lavori pubblici che vengono eseguiti permettono di sopperire alle difficoltà finanziarie, mentre nel Comune di Ravenna le nuove cooperative agricole si rivolgono alla vecchia Associazione per avere prestiti e fidejussioni (43). Attraverso le esperienze si fa strada, nella pratica, l'adozione dell'affittanza collettiva come rapporto fra proprietà e cooperativa, e del patto di terzeria individuale fra cooperativa e socio coltivatore. La affittanza collettiva non è altro che una comune affittanza, dalla quale si distingue per il fatto di essere sottoscritta, anzichè da un privato capitalista, in nome e per conto di una collettività di lavoratori che assumono così direttamente la gestione della terra. Il patto di terzeria è invece un patto di compartecipazione al prodotto. Cioè le spese per le sementi e i concimi e i prodotti ottenuti vengono suddivisi al terzo, 2/3 all'impresa e 1/ 3 al lavoratore (di qui il nome di terzeria); l'aratura è a carico dell'impresa mentre tutti i lavori (semina, roncatura, ecc.) sono a carico dei braccianti. Questo patto riguarda segnatamente le coltivazioni del grano e delle bietole, (43) Fra il 1908 e il 1910 si trovano di frequente all'esame del Consiglio di amministrazione dell'Associazione ravennate domande di prestiti e garanzie. da parte delle cooperative agricole frazionali. Si veda A.C.A.B. Ravenna, LibrQ verbali del Consiglio di Amministrazione.
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