Nullo Baldini nella storia della cooperazione

520 SERGIO NARD, Nell'impresa agraria si cerca, per.tanto, non già un mezzo per ctttenuare la disoccupazione e per integrare il reddito, bensì la stabilità dell'occupazione e quindi del reddito, mentre con la conduzione collettiva si afferma il principio della superiorità della collettivizzazione del lavoro rispetto a quello individuale, poichè si elimina la suddivisione delle terre in lotti, considerate tante piccole aziende, e la gestione diventa un corpo unico, i cui risultati dipendono non solo dal lavoro prestato da ciascun bracciante, ma anche dalla razionalità della combinazione dei fattori produttivi. Non può più quindi esercitarsi una agricoltura di rapina e in tal modo si afferma la superiorità della grande coltura rispetto alla piccola coltura individuale. Poichè lo scopo è l'assunzione di vaste aziende con affitti a lunga scadenza, generalmente novennali come in uso nel ravennate, l'impresa, dato il periodo di continuità, è obbligata a rifuggire da combinazioni provvisorie nell'impiego della mano d'opera. Per questo la commissione indica quale criterio per la conduzione quello collettivo frazionale. Cioè se la costituzione di una unica cooperativa comunale ricalca il principio dell'organizzazione su base territoriale, già sperimentato nelle cooperative di lavoro, il collocamento della mano d'opera segue tutt'altro indirizzo. Infatti nelle imprese di terrazzeria l'assorbimento della mano d'opera avviene per elementi validi, data la retribuzione a cottimo e l'orario ridotto, e per zone molto ampie per la mole dei lavori e gli spostamenti dei cantieri di lavoro nelle località ove si eseguono le opere. Invece nella gestione delle terre il collocamento avviene a più immediato contatto del luogo ove l'azienda ha sede, la cui ubicazione è fissa, e può assorbire anche la mano d'opera femminile e quella non pienamente valida per i lavori pubblici (31). Così per le operazioni colturali si formano gruppi frazionali composti dai braccianti che a turno vengono chiamati a seconda delle necessità. E ciascun bracciante è vincolato a questi lavori per cui non può abbandonarli per recarsi in quelli a giornata. La radice delle nuove forme di organizzazione della gestione delle terre va dunque ricercata negli orientamenti che guidano i so- (3 r) Per questi aspetti si veda D. Guzz1N1, Le imprese agricole cooperatwe, ecc. cit., p. 78 ss.

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