IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 519 dacaie e cooperativo del ravennate. Intanto riemergono gli indirizzi già espressi da Costa, nell'ormai lontano dibatito del 1886 sullo sfruttamento del bosco del Montello, filtrati attraverso le esperienze effettuate nel ravennate. E cioè si estendono alla gestione agraria i criteri del lavoro collettivo, tanto proficuamente sperimentato dai braccianti nell'esecuzione dei lavori pubblici, e ciò anche perchè « [ ... ] la coltivazione fatta per piccoli lotti affidati ad un solo operaio non ha dato sempre i risultati che si speravano. L'operaio lasciato a coltivare da solo, non sente lo stimolo del dovere e trascura spesse volte i lavori necessari o non li eseguisce colla diligenza dovuta [ ... ] » (30). Nel trapasso dalla conduzione divisa o individuale a quella collettiva sta il nodo che segna 1~ svolta della politica socialista nelle campagne ravennati. È vero che il ritorno alla terra del bracciante era già stato posto nell'assemblea dell'Associazione ravennate del 1889, ripreso poi nel 1897, e che contemporaneamente si erano venute compiendo le esperienze della gestione di diverse aziende agricole a partire dal 1885 (« S. Vitale », « Manzona », Colonia di Ostia, interessanza Montanari). Ma queste esperienze si effettuavano sotto il segno della ricerca di un lavoro per occupare la mano d'opera nei tempi in cui era disoccupata, per cui il sistema più adatto per la conduzione era quello individuale, che lasciava al bracciante la possibilità di eseguire le operazioni colturali quando era libero. Da una conduzione siffatta, non poteva che risultare una agricoltura di rapina per ritrarre quanto più possibile con investimenti minimi. E la gestione non era altro che un'appendice dell'attività predominante: quella di terrazzena. Ora con la costituzione di una cooperativa specializzata solo nella gestione delle terre e col sistema della conduzione collettiva si opera una svolta nel senso di portare ad un livello superiore il consolidamento e l'affermazione delle precedenti esperienze. Se con le cooperative di lavoro si sono sviluppate e qualificate le capacità professionali del bracciante come terrazziere, ora con la gestione delle terre si tende ad elevare l'altro aspetto professionale, quello di coltivatore. (30) Lega Nazionale delle Cooperative Italiane, Le affittanze collettive, Ravenn_a 1909, p. 26. Intervento di Baldini al Convegno sulle affittanze collettive tenutosi a Roma il 3 maggio 1908.
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