SERGIO NARDI fondiari e si sforza di indicare che « [ ... ]l'assetto definitivo della nostra pianura bonificata ed in via di bonificazione reclama [ ... l la sistemazione della superficie, un ben ordinato sistema di scolo, l'acqua potabile e il bestiame: ed il bestiame implica le case e le stalie [... ] ))(25). Così per il ravenate il mantenimento delle rendite e dei profitti al massimo livello possibile si traduce nella limitazione degli investimenti fondiari, il che significa anche riduzione dei lavori e conser•;azione dei pesi morti della mezzadria, aumento della produttività coi soli investimenti agrari di esercizio, diminuzione dei salari. Allora sotto questa nuova luce si comprende come nell'attacco ai modi e alle forme della politica dei lavori pubblici si manifesta l'avversione al continuo rafforzarsi degli organismi della classe operaia. Più propriamente la contraddizione delle accuse dei proprietari si risolve nella volontà politica di colpire il movimento operaio. Se prima la borghesia con l'introduzione d1 criteri di conduzione azienclale capitalistici ha rappresentato un fattore di progresso, ora, per la concezione della rendita che gli è propria, mutuata nell'incontro con la nobiltà terriera, s1 trasforma in fattore di conservazione. Per questo dagli affittuari e dai grandi proprietari, liberisti o conservatori che siano, si manifesta l'avversione anche per la politica giolittiana dei lavori pubblici e degli alti salari, perchè quelli sottraggono capitale alla produzione e questi scoraggiano gli imprenditori (26). Segno dunque, che non è più tempo di filantropi e riformatori, ·come al sorgere delle prime cooperative, ma di aspra lotta, politica e sociale. Nel passato i borghesi in ascesa e i nobili in decadenza, in. ùtr periodo in cui le strutture economiche non si erano ancora· definite, si preoccuparono di aiutare, sia come riformatori che come filantropi, le prime esperienze cooperative nel tentativo di risolvere la questione sociale che nasceva dalla miseria delle classi più diseredate. Ora, con lo sviluppo capitalistico le posizioni dei proprietari e dei lavoratori si definiscono nettamente nell'assetto produttivo e (25) Rivista agricola e commerciale della Provincia di Ravenna, anno IV, 1910, p. 190. Sempre su questi argomenti si vedano sulla stessa rivista, anno I, 1907, p. 204; anno II, 1908, p. 202; anno III, 1909, p. 517 ss. e p. 563 ss. (26) G. CARocc1, Giolitti, ecc. cit., p. 47.
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