Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO NARDI vi è una palese contraddizione. Se, da una parte, con essi si accresce il valore depe proprietà priva~e e della ricchezza, dall'altra si rallenta in qualche modo la pressione dei braccianti disoccupati, pe~ cui una loro diminuzione o un diverso modo della loro esecuzione si ritorce inevitabilmente contro i proprietari di terre. Gli è che l'aumento delle tariffe agricole « [ ... ] ebbe per movente unico, incontrastato, l'abbondanza dei prodotti conseguita in quest'ultimo decennio, accompagnata dalla sostenutezza dei loro prezzi sul mercato, per cui i proprietari ad ogni richiesta di aumento dì mercede, non esitarono a concederla: i lavori pubblici sono una causale aggiunta alle altre per poter dar macchina indietro e poter porre un argine all'invadenza del proletariato che in questi ultimi tempi in forza delle organizzazioni e delle leghe di resistenza ha preso una corsa ritenuta troppo sfrenata verso la conquista di ulteriori miglioramenti [... ] >> (21). Queste parole di Mederico Perilli ci offrono la chiave per comprendere il reale obbiettivo che si intenàe colpire al di là della contraddizione insita nelle accuse. Occorre avere presente, quale punto di · partenza, che il rapporto lavori pubblici-movimento operaio è una delle componenti qualificanti ,della politica giolittiana. Per Giolitti i lavori pubblici rappresentano, fino alla riforma elettorale e alle elezioni del 1912-1913, il surrogato della legislazione sociale per la regolamentazione e l'introduzione del contratto di lavoro e dell'arbitrato per i lavoratori della campagna, introdotta invece per le altre categorie di lavoratori (22). D'altra parte l'aumento della remunerazione del lavoro ·dei braccianti, attraverso anche la politica dei lavori pubblici, è per Giolitti uno· stimolo allo sviluppo economico del paese. Infatti mentre- i ~~alarisono rimasti fermi ai livelli raggiunti durante la crisi dell;ultimo decennio dell'8oo, i profitti e le rendite si sono notevolmente accresciuti nei primi anni del '900, come testimonia lo stesso Perilli, creando uno squilibrio fra produttività e salari a danno dei lavoratori, e quindi frenando l'incremento delia domanda. Con i miglioramenti salariali Giolitti intende riequilibrare il rapporto produttività-remunerazione del lavoro per stimolare la produ- (21) Genio Civile di Ravenna - Memoria presentata alla Commissione d'inchiesta sulla Romagna, In difesa dell'amministrazione dei lavori pubblici, ecc. cit., p. 13. (22) G. CARocc1, Giolitti e l'età giolittiana, Torino 1961, p. 49-50.

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