512 SERGIO NARDI magna l'opera dei repubblicani e dei socialisti, contribuendo a tare di quella regione, diciamo così, una regione viziata; e ciò a paura di non essere considerato liberale, ben inteso ai danni della libertà. e della prosperità degli altri. Così ha cominciato coll'ordinare per la Romagna e soprattutto pel territorio di Ravenna, perizie a prezzi affatto speciali, e poi ha ingiunto al personale tecnico di non osservare i regolamenti nell'esecuzione dei lavori [ ... ] », così il Giornale d' Italia (16). In sostanza si afferma che coi lavori pubblici si sono favorite le cooperative di lavoro ai danni dell'agricoltura, promuovendo troppe opere, retribuendole con mercedi troppo elevate e facendole eseguire nei mesi in cui fervono i lavori dei campi, sicchè i braccianti sono distolti dai lavori agricoli e per esservi richiamati pretendono salarì eccessivi. Da una parte si accusa il Governo di dilapidare denaro pubblico in opere di dubbia utilità per foraggiare organizzazioni socialiste, o quanto meno -di arrendevolezza alla piazza, dall'altra si addita la cooperazione quale forza eversiva delle strutture capitalistiche perch~ col monopolio dei lavori pubblici e del mercato della mano d'opera sopprime uno dei suoi cardini: la libertà d'iniziativa . L'insistenza di questi attacchi provoca nel 1907 una inchiesta ordinata dal Ministro dei lavori pubblici, Emanuele Gianturco, la cui relazione, affidata a Meuccio Ruini (17), rileva l'infondatezza delle accuse. Se nel ravennate negli appalti dei lavori pubblici la tendenza è q\lella del passaggio da un tipo di economia a libera concorrenza ad un tipo di mo1:1,opoliot,uttavia non si può dire che esista vero e proprio mo,u.opolio.Tanto meno se rie può parlare in relazione a tutto il paese, poichè, dal 1888 al 1907, solo 56 milioni di lavori sono stati affidati alle cooperative contro oltre un miliardo eseguiti dalle aziende private. Ma soprattutto l'inchiesta ministeriale rileva che i tempi di esecuzione sono più brevi per le opere assunte dalle cooperative rispetto a quelle degli appaltatori, e che fra cooperative e Amministrazione i singoli giornalisti, in Commissione d'inchiesta sui conflitti agrari in Romagna, Interrogatori, ecc. cit., p. 298 ss. (16) Lo stralcio è in Genio Civile di Ravenna - M~moria presentata alla Commissione d'inchiesta sulla Romagna, In difesa, ecc. cit., p. 7. (17) M. RuIN1, La cooperazione e i lavori pubblici in Italia, Roma, 1907.
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