Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. mi politici si affiancano quelli economici, ben più vincolanti, creando un blocco solidale fra le cooperative disseminate nei vari centri della provincia e la Federazione: un blocco difficilmente permeabile dall'esterno, ma più facile ad essere diretto politicamente ed economicamente dall'interno, sicchè la Federazione diviene il vaso attraverso cui le singole cooperative possono comunicare fra loro e che consente, attraverso la ripartizione dei lavori e degli utili, di soccorrere quelle deficitarie o di far sorgere cooperative ove le forze locali wno deboli, oppure ove lo si ritiene conveniente dal punto di vista politico ed economico. Così la Federazione oltre ad instaurare criteri di giustizia distributiva a tbeneficio di tutti gli operai cooperatori, diventa in breve tempo un poderoso organismo forte di capacità tecnica e amministrativa in grado di preordinare e disporre i capitali e le intelligenze direttive, capace di assistere tutte le cooperative federate. E con queste capacità prcmuove lo sviluppo delle cooperative che sorgono numerose in questo periodo, tanto che in ogni Comune della provincia vi è un centro a cui far capo. Il movimento cooperativo ravennate, che ha come perno la Federazione, si presenta con una struttura organizzativa, sotto l'aspetto imprenditoriale, mcrderna ed avanzata. Non bisogna dimenticare che in quel tempo le imprese capitalistiche, in un periodo di generale lievitazione delle attività economiche, si riorganizzano e danno vita a strutture più perfezionate e dinamiche che consentono un migliore rendimento degli investimenti e uno sfruttamento più elevato delle risorse economiche. Allo sforzo di capitalizzazione e di assimilazione del progresso tecnico corrisponde l'allargarsi delle dimensioni aziendali e dei collegamenti fra le imprese, dando luogo ai cartelli e a forme monopolistiche (4). Sotto l'aspetto dei sistemi organizzativi la Federazione non ha molto da invidiare alle migliori aziende capitalistiche. Certo che per essa non si pone il problema della ricerca della combinazione più efficace fra (4) Si veda su queste trasformazioni G. L1_;zzATTo, Storia economica dell'età moderna e contemporanea, parte II, L'età contemporanea, Padova, p. 465 ss. L. CAFAGNA, L'industrializzazione italiana. La formazione di una << base industriale » fra il 1896 e il 1914, in << Studi storici », anno II n. 3-4, luglie>-dicembre 1961, p. 690 ss. •

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