ALDO BERSELLI Bisogna ora organizzare la spedizione. « L'Associazione costituì fra i suoi soci numerose squadre di dieci operai ciascuna e mediante estrazio~e a sorte ne furono designate per il primo turno di lavoro n. 50. Le squadre non favorite dalla sorte avrebbero partecipato ai lavori negli anni venienti per turno, a seconda del numero estratto. Ogni squadra avc;vauna donna per le faccende domestiche e per la preparazione dei pasti che venivano consumati in comune. Il guadagno era egualmente in comune e diviso in parti uguali tra i componenti la squadra, a seconda delle giornate di lavoro prestate ad _ognicomponente. Se un operaio non prendeva parte al lavoro per provata malattia percepiva ugualmente la stessa mercede percepita dai suoi compagni di squadra» (rn). E così, il 4 novembre, 500 operai ·e 50 donne partivano con un treno speciale da Ravenna alla vòlta 'CiiRoma, dopo essere stati accompagnati alla stazione a suon di musica da qna folla enorme e con la presenza del sindaco di Ravenna e della Giunta (II). Giunte a Fiumicino, le squadre vennero smistate: 30, destinate ai làvori di Maccarese e Camposalino, raggiunsero il vicino porto; 20, destinaté ad Ostia, dovettero raggiungere tale località passando per l'Isola Sacra. « A traverso il Tevere e le rovine di Ostia sulle vicine alture», ricorda Nullo, « si presentò ai braccianti la vista <li alcune capanne di canne palustri di forma rotonda, abitate da famiglie di Aquilani dalle facce giallastre sulle quali si leggevano le devastazioni prodotte dalle febbri malariche, e proseguendo più avanti, dopo circa ·un· chilometro scorsero la borgata di Ostia, colle torre di S. Gallo, circondata dà grandi pozzanghere di acque verdastra e pestilenzi~le èhe si estendevano persino nel piazzale dentro la borgata, non avendo le acque piovane libero scolo. Le acque dello stagno lambivano la strada che da Roma conduceva ad Ostia. La borgata era completamente deserta, un solo uomo, il postino di nome Gramadoro, vi abitava qualche ora del giorno avendo l'incarico di ritirare la posta dall'Ufficio di Fiumicino e distribuirla agii operai Aquilani e ai guardiani della vicina pineta ~i Castel Fusano. Il saluto di ( 10) V. A. Unu, op. cit., p. 22. (II) Per particolari sul viaggio, v. V. A. UTILI, op. cit., p. 24.
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