PROFILO DI NULLO BALDINI 35 In altre parti d'Italia il problema viene risolto con l'emigrazione: migliaia di lavoratori incominciano a lasciare il suolo nazionale per andare ad arricchire con il proprio lavoro e con la propria intelligenza le terre altrui. Nullo non pensa ad una tale soluzione, nè persaude i suoi braccianti ad accoglierla. Egli cerca il lavoro all'interno del nostro paese, a beneficio della collettività, della ricchezza nazionale: « se emigrare necessita, perchè siamo molti, troppi, emigriamo, ma in terra nostra, nell'Italia; se bonificare terreni necessita, giacchè mezzo suolo italiano è terreno da bonificare, benifichiamo pure, ma terreno italiano, nostro, per i nostri, sotto il nostro cielo e sotto il nostro sole, con dignità civile » (8). Così afferma Nullo che, afferra, pertanto, l'occasione che gli si presenta in quell'anno. « Nei primi mesi del 1884 », egli scrive, « il Governo aveva appaltato all'Impresa Ing. Aristodemo Angeletti, questi oriundo di Ravenna, finanziato dal Banco Canzini Fuotro e C. di Roma, gli importantissimi lavori di bonifica degli stagni di Maccarese, Camposalino, Ostia e Isola Sacra. Tali lavori consistevano nell'apertura di canali per convogliare le acque stagnanti in bacini (polder) di dove, elevati con potenti idrovori, venivano spinte in mare. L'Associazione Braccianti aprì trattative con la sopradetta impresa per l'assunzione in subappalto dei lavori in terra il cui importo complessivo era di oltre sei milioni di lire. Il contratto fu concluso sulla base di una trattenuta del 18 ·% a favore dell'impresa Angeletti sui prezzi di delibera» (9). Si trattava come si vede, di un tasso assai esoso, <li un profitto capitalistico che indicava la misura dello sfruttamento del lavoratore. Luigi Musini (v. L. Mus1N1, Da Garibaldi al Socialismo. Memorie e cronache per gli anni dal 1858 al 1890, a cura di Gianni Bosio, Milano 1964, p. 284). (8) V. A. UTILI, op. cit., p. 8. In un foglio scritto di pugno di Nullo leggiamo: « Durante il periodo della disoccupazione bisogna portare fuori i nostri operai - meglio è che riserbino la loro vigoria alla redenzione economica del proprio paese piuttosto che andare in paesi stranieri, lontani, in balia di speculatori, senza difesa alcuna > (C.A.C.). In realtà, però, l'Associazione Braccianti assunse lavori in Grecia per la ferrovia Il Pireo--Larissa. Sulla questione, v. A. TABANELLI, art. cit., loc. cit., pp. 55-56. (9) V. A. UTtLI, op. cit., pp. 21-22.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==