34 ALDO BERSELLI Nullo dà il via ad una vasta propaganda, sui giornali (6), nei comizi, e in ~anifestazioni pubbliche di disoccupati, perchè il governo ponga mano alla bonifica di vastissimi terreni paludosi posti lungo il litorale Adriatico, dal Reno al Rubìcone. E chiede aiuto a Costa: « È impossibile», gli scrive « che tu immagini la misera condizione in cui versano i nostri braccianti: sono tutti disoccupati fino da quest'inverno. Il pineto è adunque venuto a mancare, la risaia, che dava lavoro a tutti e che è il sistema di coltivazione che abbisogna di maggiore mano d'opera, è scomparsa quasi totalmente, cosicchè in questa stagione che anni addietro, quando i braccianti erano pochi, era chiamata il raccolto dei braccianti appunto perchè s'avanzavano il necessario per l'inverno, tu li vedi tutti aggirarsi pei sobborghi, per le borg~te di campagna, avviliti per il vagabondaggio forzato cui sono condannati. Il numero cresce giorno per giorno man mano che va scomparendo la mezzadria, e col numero cresce la miseria, viene a mancare il lavoro per tutti. La questione dei nostri braccianti merita d'essere studiata e profondamente; le autorità non ci pensano nemmeno per sogno, ma credilo, qualche cosa di grave avverrà che non ~trà essere che dolorosa inquantochè noi sappiamo cosa può fare la fame » (7). (6) Nullo interessò sempre Costa e l'« Avanti!~ della situazione del Ravennate. In una lettera al Costa, s. d., scriveva: « ali'" Avanti!" ho mandato tre corrispondenze relative alla condizione tristissima in cui versano migliaia e migliaia di braccianti ravennati disoc.cupati da 3 mesi. Nelle mie corrispondenze accennavo anche allo sciopero avvenuto nel lavoro di Mezzano as- ,..., sunto dall!Ing. Maniscalco. Questi operai con un accordo ammirevole - quantunque ridotti alle più tristi condizioni economiche dalla lunga disoccupa•zione - ,lottano da un mese contro ad un esoso ap~ltatore che vorrebbe pagarli con un prezzo inferiore alla tariffa che mercè l'organizzazione i nostri operai da anni hanno saputo conquistare. Le corrispondenze, quantunque - a mio modesto modo di vedere - rivestissero - se non nella forma certo nella sostanza, qualcosa che poteva interessare perchè dimostravano l'imperizia e la colpevole indifferenza del Governo di fronte alla situazione eccezionale in cui si trovano quasi 10.000 lavoratori vigorosi condannati all'inerzia ed alla miseria - non sono state pubblicate> (I. s.d. in C.A.C.). (7) V. 1. di Nullo al Costa, da Ravenna, 3 giugno 1887 (C.A.C.). Sempre per la questione economica, Nullo organizzò anche un comizio popolare romagnolo, da tenersi il 30 ottobre 1887 in Ravenna, e invitò a ~rlare
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