Nullo Baldini nella storia della cooperazione

444 SERGIO NARDI n~ll'assunzione dei lavori e nei confronti degli appaltatori, di regolare i rapporti fra loro per la divisione dei lavori, di trovare i mezzi per procurare i capitali, di uniformare gli statuti ad un unico modello rispondente alle leggi (3). Questi sono i problemi politici ed organizzativi che stanno di fronte alla cooperazione romagnola e della bassa Val padana allo scadere degli anni '80. Ma qual è la situazione politica ed economica in cui si devono affrontare e risolvere questi problemi? La crisi del1'agricoltura, i cui primi sintomi datavano già dal 1880, si approfondisce ulteriormente e con la primavera 'del 1888 assume caratteri di gravità che si potrarranno fino a tutto il 1894(4). La drastica caduta dei prezzi dei principali prodotti agricoli, l'approvazione delle tariffe doganali del 1887 e la guerra commerciale con la Francia, gli aggravi fiscali, il peso del debito ipotecario che particolarmente grava sulle campagne, la speculazione edilizia e l'inflazione del credito sono gli aspetti più salienti della depressione che colpisce tutte le attività produttive. Una crisi senza precedenti che scuote tutta l'economia del paese, col peggioramento di molte industrie, dell'agricoltura, della finanza e della moneta, e che trascina il sis~ema bancario sull'orlo del fallimento completo. Ma sono questi anche gli anni in cui il paese attraversa una pro- . fonda crisi politica. L'inizio della prima avventura coloniale, la decadenza politica di Depretis ormai inviso alle correnti popolari e ai conservatori di destra e di sinistra che egli aveva riunito nel compromesso del 1884, il con~olidarsi del movimento operaio e socialista e delle sue o!ganizzazioni, il moltiplicarsi delle agitazioni e delle rivendicazioni economiche sono gli aspetti tipici della cr.isi. Di qui l'emergere, fra gli strati più reazionari, della convinzione che il disordine è provocato dall'avanzata delle classi ìavoratrici, e della constatazione che le leggi sono insufficienti ad arginare questo movimentò. Così si affaccia l'aspirazione ad un governo forte ed energico, (3) Circolare pel Congresso delle Società Braccianti a firma dell'Associazione braccianti del Comune di Ravenna e Associazione operai braccianti e sezione d'arti del Comune di Forlì, in Il sole dell'avvenire, anno III serie II, n. 9, 25 agosto 1889. (4) G. LuzzATTO, Gli anni più critici dell'economia italiana (18881893), in L'economia italiana dal 1861 al 1961, Milano 1961, p. 420-52.

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