IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 443 muoverla là dove ancora non esiste. Ma ciò pone problemi interdipendenti di ordine politico e di carattere organizzativo. L'esistenza della legge non significa la sua immediata e totale applicazione. Le diffidenze politiche ed ideologiche della parte più retriva della classe dirìgente e contro le quali si era dovuto combattere non potevano dirsi certamente scomparse con l'approvazione della legge. E molti potevano essere i modi per eludere la sua applicazione: limitare i lavori pubblici, accordarli per importi superiori alle 100.00 lire. Sicchè anche nella fase esecutiva si profila la necessità di nuove lotte per richiedere i lavori e per imporre, nel rispetto della legge, la concessione delle facilitazioni, lotte il cui risultato può dipendere solo dalla forza politica che la classe operaia sa esprimere. D'altra parte s'impone al movimento cooperatìvo un salto qualitativo per passare da forme embrionali e primitive di organizzazione a strutture più stabili e complesse. Una esigenza già avvertita in molte cooperative. Al II Congresso della Federazione Nazionale delle Cooperative, tenutosi a Bologna dal 30 settembre al 1° ottobre 1888 (1), si era parlato delle cooperative dei braccianti, deila loro organizzazione e modo di promuoverla ed estenderla. E proprio in quella occasione sorse il proposito, fra i dirigenti della Associazione ravennate e di quella forlivese e ferrarese, di indire un congresso al preciso scopo di costituire una Federazione che raccogliesse tutte le cooperative braccianti e di costruzione della regione. L'idea della Federazione non era nuova. Essa era presente agli Armuzzi, ai Ceroni e ai Baldini, come obiettivo da raggiungere, fin dalla fondazione dell'Associazione ravennate, come ebbe a dichiarare lo stesso Armuzzi al corrispondente dell'Osservatore Romano nell'intervista concessa nel novembre 1884 (2). L'approvazione della legge del 1889 non fa che affrettare i tempi. Da parte dell'Associazione ravennate e di quella forlivese si invia, nell'agosto dello stesso anno, una circolare a tutte le cooperative nella quale sono espresse le finalità della Federazione e che devono essere, oltrechè quella di facilitare lo sviluppo del movimento, di uniformare la condot~a delle cooperative (1) A. MAFFI, Venticinque anni di vita, ecc. cit., pag. 36. (2) Il Comune, anno II n. 60, 21-22 dicembre 1884.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==