IL LA CRISI DI FINE '800 Con la legge del 1889, che consente alle cooperative, composte di soli lavoratori e legalmente costituite, di ottenere a licitazione privata, con esenzione della cauzione, i lavori delle pubbliche amministrazi~ni che non eccedono le 100.00 lire e nei quali prevalga l'importo per la mano d'opera, si apre un nuovo periodo per il movimen!o cooperativo. La legge, che si richiama all'esperienza dell'attività delle. cooperative romagnole e segnatamente dell'Associazione ravennat~, riconosce ufficialmente e inserisce la cooperazione di produzione e lavpro direttamente nella vita economica del paese. Fino allora la legislazione si limitava a disciplinare solo alcune manifestazioni della cooperazione di consumo: concedeva, ad esempio, l'esenzione dalle imposte d1 consumo e dalle tasse di registro e bollo. Ora, invece, per la prima volta in Italia, una forma di orga- ·nizzazione delle « forze lavorative » che ha la sua base associativa prevalentemente fra gli operai della campagna e<l è propugnata e diretta dai socialisti, vien.e riconosciuta dal.la legislazione. ·È una svolta storica anche_~ l'ordinaÌnento statale e che proprio perciò mette in rilievo le caratteristiche che hanno segnato i primi anni di vita del giovane stato unitario. Per imporre il riconoscimento legislativo a organismi di lavoratori, i socialisiti devono impegnare una dura e lunga battaglia: è il segno dell'estraneità delle forze operaie alla vita dello Stato derivante dalla posizione marginale da loro avuta nel processo di unificazione del paese. Le facilitazioni concesse e l'eliminazione dei privati appaltatori, quali concorrenti almeno per i lavorì fino all'importo indicato dalla legge, dischiudono pertanto, come abbiamo detto, nuove possibilità per dilatare l'organizzazione là dove, come in Romagna e in parte della Bassa padana, essa ha già strutture solide e per pro- ':
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