Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO NARDl c1at1, per l'entità dei lavori compiuti acquista immediatamente una importanza notevole non solo in confronto della cooperazione di produzione e lavoro fra operai dell'industria, ma anche di quella di· consumo, che si andavano diffondendo lentamente nel paese, sia per lo scarso sviluppo industriale e quindi per la limitata presenza della classe operaia, sia per il ritardo con cui veniva esplicandosi la legislazione sociale. La peculiarità economico-sociale dello sviluppo delle campagne, in particolare di quelle della Val padana, e le condizioni politiche che determinano il modo dì formazione dell'Unità sono la matrice prima da cui scaturisce la cooperazione di produzione e lavoro fra i braccianti, organizzata e diretta dai socialisti. La stessa cooperazione di credito che si dìffonde particolarmente nelle campagne del veneto per opera di Luzzatti e Wollemborg, con indirizzi ideali e finalità diverse, quella di consumo che inizia a porre le sue basi nelle campagne reggiane per l'inizìativa socialista di Prampolini, si ricollegano direttamente alla stessa matrice. Pur nella varietà e diversità delle sue forme, sono questi gli aspetti che sanciscono la specìfìcità delle caratteristiche della cooperazione italiana. Mentre in Inghilterra, con lo sviluppo industriale, l'abbassamento dei salari e l'aumento del costo della vita, si presenta essenzialmente come cooperazione di consumo diffusa fra gli operai dell'industria, in Germania come cooperazione di credito per migliorare le condizioni dei numerosi artigiani indipendenti, da poco liberati dai ceppi delle corporazi<?nÌ, in Francia, sollecit:;itao frenata dalle alterne vicende politiçh~e dalla fo.rtuna o meno delle idee socialiste, è direttamente collegata alla classe operaia e si diffonde nei grandi centri come cooperazione di produzione e lavoro e nei piccoli centri come cooperazione di consumo, in Italia si specifica come cooperazione che si diffonde nelle campagne, particolarmente di produzione e lavoro fra i braccianti (u5) e ne è un esempio la cooperazione ravennate e romagnola. Lo stato di disoccupazione, la vita misera e tribolata della nuova e giovane classe degli operai agricoli sono il punto di avvio per la costituzione di questa cooperazione che perciò non può essere la cooperazione di consumo che si dìflonde fra gli operai occupati nell'industria per difendere il potere d'acquisto dei salari dalla specula- (rr5) U. RAllBENO, Le società cooperative di produzione, Roma 1953.

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