IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVEN. ATE, ECC. 435 vità e l'indirizzo, che rimangono staccati dalla lotta politica per il socialismo e chiusi in se stessi. Proprio per questo, anche sul piano più propriamente cooperativo, si crea una frattura fra l'apporto dato allo sviluppo organizzativo del movimento e quello politico per la costituzione dei primi organismi nazionali della cooperazione. Se sull'esempio dell'Associazione ravennate si costituiscono analoghe cooperative un po' ovunque nella Bassa padana, dove è presente un numeroso bracciantato (rn8), nessun contributo essa dà alla costituzione della Federazione nazionale delle cooperative, avvenuta a Milano neìl'ottobre del 1886, che nei suoi primi organismi dirigenti riflette il prevalere deìle correnti radicali che dominano il movimento cooperativo (109). Lo stacco che così si crea fra l'azione per soddisfare i bisogni più immediati delle classi diseredate e la predicazione e la lotta politica più generale per il socialismo inducono oggettivamente ad un uso strumentale del movimento cooperativo. E tale appare anche ad Antonio Labriola quando il 14 agosto 1891 scrive ad Engels: « Altre società sono di cooperative, anche queste sussidiate, o in mìlle modi vincolate a prefetti e ministri. Cotesta industria è fiorente specialmente in Romagna e nell'Emilia, dove molti ci vivono da mezzani, raccomandatari, contabili e segretari. A cotesta industria ora s'è dato il Costa, che corre continuamente da prefetti e da ministri, e senza cotesta industria egli non tornerebbe mai più deputato d'Imola, ora specialmente che fu abolito lo scrutinio di lista » (no). Parole severe dettate non già dall'incomprensione del valore o dall'indifferenza di fronte al movimento cooperativisto, come è stato detto (1 u), bensì dal rico- (108) Fra il 1883 e il 1890 _si costituirono cooperative fra braccianti, analoghe a quelle del ravennate, nel ferrarese, nel forlivese, nel bolo gnese, ne\ mantovano, nel cremonese, nel modense, ecc. Si veda Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, Sulle associazioni cooperative, ecc. cit., p. 11 ss. {109) Promosso dalla Società di Mutuo Soccorso Archimede di Milano, si tenne in quella città, dal IO al 14 ottobre 1886, il Congresso costitutivo della Federazione Nazionale delle Cooperati,-e con l'adesione di 68 cooperative delle 130 presenti, quasi tutte dell'Italia settentrionale. Gli organismi direttivi erano composti da uomini di tendenza radicale, nessun socialista romagno lo, nonostante la forza organizzativa, entrò a farvi parte. Si veda, Venticinque anni_ di vita della cooperazione italiana, note di Antonio Maffi, Milano 1911, p. 13 ss. {IIo) A. LABRIOLA, Lettere a Engels, Roma 1949, p. 32-33. (ru) L. PRETI, Le lotte agrarie nella Valle padana, ecc. cit., p. 155. Il
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